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Polemiche dai Vigili del Fuoco
"Diciamo che l'attività della natura non si poteva limitare e nemmeno fermare ma un'azione di prevenzione era necessaria" racconta furibondo Antonio Jiritano a nome delle rappresentanze sindacali del pubblico impiego- Coordinamento nazionale dei vigili del fuoco. "La responsabilità è totalmente del sottosegretario Bertolaso. Come al solito ha avuto un atteggiamento saccente, quello del professore di turno, e ha sottovalutato le missive che da almeno due settimana continuavamo a inviare. Noi come Vigili del fuoco sono almeno 15 giorni che riceviamo richieste di informazione per questa attività sismica che prosegue da un paio di settimane. Noi avevamo il sentore che qualche cosa era nell'aria. Si poteva benissimo pensare a un'attività di prevenzione sul territorio. Non dico che bisognava evacuare la popolazione ma almeno portare avanti tutte quelle attività che avrebbero potuto evitare danni maggiori. A noi manca proprio l'attività di prevenzione sul territorio".
Jiritano si lamenta del fatto che dal ministero abbiamo sottovalutato il problema e le richieste provenienti dai vigili del fuoco. "Sono, come dicevo, almeno due settimane che siamo sotto pressione in quelle zone per questo sciame sismico. Oltretutto qualche professionista che aveva avvisato dei pericoli è stato anche denunciato per procurato allarme. Ma noi questa cosa l'avevamo fatta rilevare. Avevamo chiesto di attivare in tavolo propedeutico all'attività di preallarme. Ma non c'è stato nulla da fare: si gestiscono a vista le attività giornaliere ma non si fa prevenzione. Tale è stata la sottovalutazione del problema che il sottosegretario Bertolaso deve dimettersi".
Il rappresentante dei vigili del fuoco rincara la dose. "In questo momento alla protezione civile sono impegnati in altre cose. Hanno voluto dare l'immagine di una Napoli ripulita dalla spazzatura tralasciando quello che è il territorio. Ma sono anni ormai che l'attività di prevenzione della Protezione Civile non c'è. Ormai il loro lavoro è centrato solo sui grandi eventi. Non c'è più l'attività di soccorso in Italia da parte della Protezione Civile. Eppure è in mano al sottosegretario Bertolaso che si occupa di tutt'altro e non di queste cose. Viviamo in un paese a rischio sismico sotto cui si muovono quotidianamente le placche tettoniche. Nonostante tutto questo attività di prevenzione da parte della Protezione Civile non se ne vede. A cosa serve questo sottosegretario se non fa valutazioni immediate?

Conferenza stampa di Berlusconi: "Abbiamo i fondi per affrontare questo dramma"
Nella conferenza stampa che si è appena tenuta nei pressi dell'Aquila presso la caserma della Guardia di Finanza di Coppito il premier Silvio Berlusconi ha dato i primi dati sul sisma. La scossa è durata 20 secondi e ha provocato finora oltre 150 morti, purtroppo il numero dei decessi non è ancora definitivo, ma tenderà ad aumentare con il passare delle ore. Sono all'opera 5mila operatori per i soccorsi e tutte le regioni d'Italia continuano a mandare colonne per aiutare le operazioni di soccorso. Gli sfollati verranno sistemati nelle strutture alberghiere che si trovano sulla costa e in campi che sono in costruzione. Si prevede che per la notte ci sarà posto pe accogliere 15mila sfollati. Berlusconi ha inoltre dichiarato che "il governo ha fondi necessari per affrontare questo dramma". Il premier ha escluso, almeno per il momento, la necessità di ricevere aiuti internazionali e ha sottolineato che il terremoto non era prevedibile.

Soccorritori da tutta Italia si dirigono verso le zone colpite dal sisma
Francesco Paolo Tronca, capo dipartimento dei vigili del fuoco ha dichiarato: "È in atto un'intensa attività di soccorso pubblico in grande sinergia con il capo Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso. Sul posto ci sono centinaia di soccorritori e stanno ancora affluendo centinaia di uomini, della Protezione civile, dai vigili del fuoco alle forze di polizia ai volontari, provenienti non solo dalle regioni limitrofe ma anche da quelle più lontane, dalla Lombardia alla Liguria, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia". Tronca sottolinea l'importanza di non improvvisarsi soccorritori: "Le operazioni di soccorso vanno effettuate da coloro che sono in grado di farlo. Ci sono centinaia di uomini, sia delle componenti istituzionali che volontari della Protezione civile, ma comunque si tratta di professionisti".
Sono partite dalla Puglia due colonne di vigili del fuoco, la prima questa notte, e il secondo gruppo nella prima mattinata. In totale sono dieci i mezzi pugliesi che si stanno dirigendo verso l'Aquila. Sono partiti verso l'Abruzzo anche mezzi e uomini della protezione civile molisana. Lo ha annunciato il presidente del Molise, Michele Iorio, che in comunicato di questa mattina a Giovanni Chiodi, presidente della regione Abruzzo, ha detto: "Ti comunico che ho già provveduto, fin dalle prime ore del mattino, ad inviare mezzi e uomini della nostra Protezione civile per gli immediati soccorsi. La vicinanza territoriale, la fratellanza secolare e il crudele destino delle calamità che ci uniscono -ha concluso Iorio- costituiscono motivo di sentita e convinta partecipazione alla tragedia che l'Abruzzo sta vivendo". É partito dalla Protezione Civile di Spoleto un gruppo di volontari con un'unità cinofila specializzata nella ricerca dei dispersi nelle macerie. La scossa più forte è stata avvertita anche a Spoleto dove stanno iniziando le prime valutazioni dei danni.

La testimonianza di Emerico Laccetti comandante della divisione di primo soccorso della Croce Rossa Italiana
"Siamo prossimi alla partenza con destinazione L'Aquila" dice in queste ore concitate Emerico Laccetti, capo della divisione di primo soccorso della Croce Rossa. "Stiamo organizzando in tempi brevi una colonna molto imponente, circa 20 bilici, che porterà al seguito un nucleo cucina capace di sfornare dai 5 ai 6 mila pasti. La strumentazione è simile a quella che abbiamo portato in Georgia l'estate scorsa, quando ci fu la crisi con la Russia".
La carovana di aiuti dovrebbe riuscire di partire entro le 13. "Quando partiamo lo facciamo in piena autonomia: arriviamo sul posto e montiamo il 'campo'. Credo che in breve tempo saremo in grado di fornire pasti alla popolazione colpita dal terremoto che sembrerebbe molto più disastroso di quello avvenuto in Umbra e Marche negli anni scorsi" ricorda Laccetti.
Le notizie che giungono parlano della presenza di migliaia di sfollati. Soprattutto a loro andranno gli aiuti che stanno partendo da Roma sotto la guida di Laccetti. "Abbiamo notizie della presenza di moltissimi senza tetto. Noi probabilmente andremo anche in supporto agli ospedali della zona. Per supporto intendo un aiuto meramente sanitario. In questo momento ci preme arrivare al 'punto di raccolta' solo lì potremmo dividerci i compiti. Dalla mia esperienza, poi, tutte le volte che si arriva in un luogo colpito da calamità i compiti aumentano. Staremo a vedere con i coordinatori sul posto ciò che ci sarà da fare.

Da Avezzano alcuni testimoni raccontano il terremoto: “Siamo usciti durante la notte non appena abbiamo sentito la scossa” racconta Nicola “ Ad Avezzano, però, i danni sembrerebbero contenuti. Ho sentito un amico a l'Aquila che mi ha detto l che la situazione è abbastanza grave. Le comunicazioni sono difficili e le linee telefoniche non sempre sono attive.
Testimonianze dei volontari di Emergency della provincia dell'Aquila
"Il terremoto era iniziato una settimana fa" racconta a PaceReporter Francesca, del gruppo Emergency dell'Aquila.
"Da giorni proseguivano le scosse, fino alla scossa di questa notte, che ha devastato il centro storico della città, dove sono crollate case e palazzi". "Le vie di comunicazione - continua la volontaria - sono interrotte e non è facile nè uscire dalla città né entrare, l'autostrada è stata momentaneamente chiusa in quel tratto. Ancora adesso le scosse non sono finite, preseguono quasi senza interruzione, ma sono di lieve intensità".
"La gente di questa zona, altamente sismica, è abituata ai terremoti. Posso dire che non c'è stato un panico ingiustificato, ma tanta tanta paura perché quel che è successo è stato davvero impressionante".
A cinquanta chilometri di distanza dall'Aquila, nel paese di Avezzano, i danni sono stati molto minori ma la scossa è stata avvertita ugualmente molto forte. Lo raccontano i volontari del gruppo di Emegrency locale, che hanno passato la notte in strada assieme al resto della popolazione. Anche ad Avezzano continuano le scosse di assestamento, e la gente ha timore a rientrare nelle case.
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Un ricercatore aveva previsto la scossa per il 29 marzo: denunciato per procurato allarme
Secondo il responsabile della protezione civile Guido Bertolaso, una scossa così intensa "era impossibile da prevedere". "È ben evidente - ha poi aggiunto - che non avremmo mai immaginato di dover evacuare una intera regione come l'Abruzzo senza sapere quello che sarebbe accaduto successivamente". Bertolaso è già stato nominato commissario straordinario per il terremoto in Abruzzo, e il Premier Berlusconi ha firmato lo stato di emergenza nazionale. Solo sei giorni fa, il 31 marzo, lo stesso Bertolaso aveva attaccato "quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false". Obiettivo delle ire del commissario era un ricercatore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani. Il ricercatore, studiando lo sciame di terremoti che da settimane facevano tremare la regione, aveva avvertito le autorità abruzzesi che il 29 marzo ci sarebbe stato un terremoto disastroso. "Lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere" aveva commentato allora Bertolaso. Giampaolo Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. Studiando le emissioni di un gas radioattivo fuoriuscite dal terreno, il radon, Giuliani aveva previsto una scossa almeno del quarto grado della scala Richter. Quella di questa notte, una settimana dopo la previsione, ha sfiorato il sesto.
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I fatti
Un fortissimo terremoto ha colpito nella notte il centro Italia, con epicentro in Abruzzo. Drammatico il bilancio, peraltro provvisorio e certamente destinato ad aumentare: ci sono molti morti all'Aquila e provincia, 13 quelli accertati, e migliaia di sfollati. Tra le vittime ci sono quattro bambini. Centinaia gli edifici crollati completamente o in parte. La prima e più grave scossa, di magnitudo 5,8 della scala Richter, ha colpito alle 3.32.
Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha parlato di una «situazione drammatica, la peggiore tragedia di questo millenio» e ha annunciato che Berlusconi «si appresta a firmare il decreto per dichiarare lo stato d'emergenza nazionale». Bertolaso sarà nominato commissario straordinario per il sisma in Abruzzo.
La scossa è stata avvertita distintamente in tutto il centro Italia. A Roma centinaia di persone sono scese in strada, specie nei quartieri a nord-est della città. Poche ore prima dell'evento di questa mattina un'altra scossa era stata avvertita anche in Emilia-Romagna e Toscana. Il terremoto è stato sentito anche in Umbria, dove ancora non si è spenta la memoria del drammatico sisma del 1997.
All'Aquila è crollata parte della Casa dello Studente e il campanile di una chiesa nel centro. L'Hotel Duca degli Abruzzi è completamente crollato. La struttura in cemento armato è praticamente collassata e l'edificio si è accartocciato su se stesso. Sul posto sono giunti le squadre dei soccorsi, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Si scava nella speranza di trovare persone in vita.