03/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Un'intera area rurale di Santa Fe sul piede di guerra contro l'uso del glifosato, l'erbicida che già dissemina desolazione e malanni in Colombia

La monocoltura della soia trangenica sta espandendosi senza sosta anche in Argentina, con tutte le peggiori conseguenze per chi intende coltivare altro nei campi a fianco. Sembra normale infatti per chi la semina tirarla su a suon di fumigazioni. Tra queste anche quella con glifosato, il veleno che già sta piegando la popolazione rurale di una parte della Colombia e i contadini ecuadoriani sul confine colombiano.

bambino colombiano fumigatoLa lotta per la salute. Emblematico il caso di Desvío Arijón, un paese a 40 chilometri a sud della capitale della provincia di Santa Fe: i tradizionali ettari coltivati a frutta è stato totalmente rimpiazzato dalla soia e dato che nessuna legge lo vieta, questa viene innaffiata di fertilizzante, glifosato in primis. Secondo la legge argentina, infatti, il veleno può venire applicato legalmente nelle zone rurali popolate di tutta la provincia di Santa Fe. Si tratta della legge dei fitosanitari. Ma la gente non ci sta, dato che è ormai noto come il glifosato non sia soltanto nocivo per le coltivazioni, ma anche per l'uomo, gli animali, i corsi d'acqua. Così, la gente sta cercando di farla abolire e nel frattempo ha deciso di compiere un atto amministrativo che è costato loro denuncie e processi: tenere sotto sequestro le macchine per spruzzare i diserbanti.
Il medico, Liana Alonso, e Jaime Chauque, il figlio del cantante Ruben Patagonia che vive nella zona, si sono addirittura legati ad alcuni macchinari per far sentire la loro protesta, convinti che solo con gesti eclatanti si potrà difendere la salute di tutta la comunità minacciata e decisi a estendere la lotta a l'intera provincia.