02/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Era un telereporter che indagava sull'ondata di omicidi che da anni fa del paese centroamericano uno dei più violenti al mondo

Un giornalista guatemalteco, Rolando Santiz, è stato ucciso ieri in pieno centro di Città del Guatemala. Due uomini a bordo di una motocicletta hanno sparato vari colpi di arma da fuoco contro l'auto su cui si trovava Santiz e il suo cameraman, Antonio de Leon, che è stato ferito gravemente.
Testimoni oculari riferiscono che i due killer indossavano caschi integrali.

 

rolando santiz, giornalista uccisoReporter scomodo. Santiz era un reporter del canale televisivo Telecentro 13. Non è ancora noto se la causa di questo assassinio sia o meno da ricollegarsi all'attività lavorativa del giornalista. Il vicedirettore di Polizia della capitale, Rember Larios, ha promesso che le autorità lavoreranno per fare chiarezza sul caso. E intanto, il vicepresidente della Società interamericana della Stampa (Sip), Gonzalo Marroquìn, ha fatto pressione affinché si indaghi sul crimine per capire se sia o meno in relazione con le denunce del reporter.
Il direttore di Telecentro 13, Juan Carlos Lange, nel condannare l'omicidio, ha dichiarato che Santiz non era solo un buon amico, ma anche un gran collega, "una persona capace di dar noia a qualcuno e che fino all'ultimo ha portato avanti con dignità la sua missione giornalistica". Il reporter era infatti molto impegnato nello scavare e denunciare la grave ondata di violenza che sta scuotendo il paese ormai da tempo.

 

Numeri. Secondo una relazione statistica del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, il paese attraversa uno dei momenti più violenti della sua storia. Negli ultimi 8 anni gli omicidi sono cresciuti di oltre il 120 percento, passando da 2655 nel 1999 ai 5.885 nel 2006, per continuare a crescere. Un'escalation che segna il 12 percento annuo, superando ampliamente quello della popolazione che segna il 2,6. Il Guatemala, nel 2006, ebbe un tasso di omicidi per ogni centomila abitanti del 47, cifra che sbalzò a 108 a Città del Guatemala. Questi numeri fanno di questo paese centroamericano uno degli Stati in pace più violenti del mondo, dove i diritti umani restano spesso lettera morta.

 

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