12/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Viaggio in territorio zapatista
scritto per noi da
Luca Martinelli
 
PoliziaLasciamo San Cristobal de Las Casas nel buio delle cinque del mattino, siamo diretti a Emiliano Zapata, municipio di Tila, Zona Norte del Chiapas. Con tre camionette ed un maggiolone muoviamo la piccola carovana formata dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani (la Red de Defensores Comunitarios ed il Centro Derechos Humanos FrayBA), dalla stampa e dalla società civile verso l’Ejido (municipalità) Emiliano Zapata. Qui, alle 11 del mattino, è in programma una manifestazione contro l’accampamento militare che dal 1995 occupa 5 ettari di terre comunitarie.

Arriviamo nel piccolo paese alle 10 e mezza, dopo aver attraversato la Zona Norte dove hanno proliferato nell’ultimo mese i cartelli che annunciano a coloro che salgono verso Sabanilla o Salto de Agua, di trovarsi in territorio zapatista, "dove comanda il popolo ed il governo obbedisce". Come commenta Hermann Bellinghausen, inviato de La Jornada, che mi ospita sulla sua Jeep, dice che “dichiarare nuovi Municipi Autonomi nella Zona Norte è un colpo molto forte che gli zapatisti porteranno all’Esercito messicano (che ha una presenza massiccia nella Zona) ed ai gruppi paramilitari (in particolare quello di PAZ Y JUSTICIA che controlla molte delle comunità della Zona). Allo stesso tempo, gli zapatisti dovranno stare attenti alle controffensive del Governo.

Polizia Uomini e donne ci accolgono in strada, al centro di Emiliano Zapata, e da lì ci muoviamo assieme verso l’accampamento del 31° reggimento di fanteria della 39° Zona Militare, fermandoci di fronte al filo spinato che ne protegge l’ingresso. Rapidamente arrivano una ventina di soldati in assetto anti-sommossa, alcuni armati di fucile ed un paio con videocamere e macchine fotografiche. I manifestanti rispondono a gran voce alla domanda più volte ripetuta da uno di loro, “Cosa vogliamo companeros?”, “Che se ne vada l’Esercito! Fuori l’Esercito dalla nostra Comunità!”. Le autorità dell’ejido leggono ad alta voce alcuni messaggi di denuncia indirizzati ai comandanti della postazione militare ai quali più volte era stato richiesto – inutilmente – un incontro per discutere dei problemi causati dalla presenza dell’accampamento militare nella comunità. "Appena arrivati, i soldati iniziarono a cercare le donne nelle case. Obbligano alcuni bambini ad avere relazioni sessuali con le prostitute che arrivano alla base militare. Hanno riportato l’alcol che già era stato bandito dalla comunità”. Sono arrivati anche a ferire un bambino gettandolo da un "hummer" e non hanno mai indennizzato la famiglia anche se il loro comandante aveva promesso di farlo. “Molte delle nostre figlie sono state sedotte dai membri dell’esercito e poi abbandonate. Alcune volte con figli piccoli”.

L’esercito, che entrò nella comunità per “salvaguardare la pace, mantenere l’ordine ed evitare il commercio di droghe”, ha in realtà causato pesanti divisioni all’interno della stessa. Alcune famiglie – quelle che gestiscono le tiendas dove i militari comprano biscotti o bibite, quelle che lavano i vestiti dei militari – non sono d’accordo con l’allontanamento dell’accampamento e lo dimostrano lanciando pietre contro il corteo mentre questo si sta ritirando dall’accampamento militare, dopo aver consegnato le lettere con le quali intimano alle autorità militari di sgomberare entro due settimane. Il tenente, che in questo momento è il responsabile della base, firma “RICEVUTO” sugli atti elaborati dall’assemblea dell’ejido che gli vengono consegnati e promette di riferire ai suoi superiori dato che “al momento i colonnelli non sono presenti”. “Se il 22 di gennaio non avranno smantellato le postazioni, torneremo tutte e tutti per esigere che lo facciano! Siamo in grado di governarci da soli; voi, che avete occupato le nostre terre per ordine dei vostri padroni, non ci servite”, concludono le autorità dell’ejido, di una delle tante comunità del Chiapas stanche delle false promesse di ritiro delle postazioni militari da parte dell’Esercito messicano. 
 
Categoria: Diritti
Luogo: Messico