stampa
invia
Siamo stati abituati a sentire notizie piuttosto contrastanti in merito alle azioni dei caschi blu della Minustah (Missione di Stabilizzazione delle nazioni Unite in Haiti) a Haiti.
Nel corso degli ultimi anni, infatti, i soldati Onu si sono resi protagonisti di stupri, violenze e omicidi, nei confronti di una popolazione già martoriata da fame, povertà e violenza. Non solo. La missione di peacekeeping giunta nell'isola nel 2004 è sempre stata accusata di far poco o nulla per contribuire a rimettere in sesto il Paese. Addirittura la popolazione non ha mai ben visto la presenza dei caschi blu e da sempre li ha considerati come dei veri e propri occupanti.
Oggi però le cose sembrano essere un po' migliorate e il piccolo paese caraibico, anche se fra mille difficoltà, sta tentando di tornare a una normalità ormai sconosciuta. È vero: l'80 percento della popolazione vive ancora con meno di un dollaro al giorno tanto che il Paese ha una prospettiva di sviluppo davvero molto piccola. Però almeno la Minustah è riuscita a garantire una tranquillità sociale che da molti mesi non si vedeva sull'isola. Ne è convinto Jorge Urbina ambasciatore della Costa Rica, presente per una visita di due giorni in Haiti. "Sembra che a tutti gli effetti ci sia la possibilità per permettere alla situazione del Paese di consolidarsi" dice fiducioso Urbina che aggiunge: "Così facendo potrebbe avanzare il processo di sviluppo nazionale".
Negli ultimi cinque anni la nazione grazie all'intervento dei caschi blu dell'Onu è riuscita quantomeno a mettere insieme una forza di polizia abbastanza addestrata, impensabile fino a un paio di anni fa dove l'anarchia regnava sovrana e molti ex poliziotti andavano a occupare posti di basso rilievo nelle organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti.
Il nuovo corpo, infatti, è composto da oltre 14mila uomini dislocati nei vari angoli del paese. Ora è compito della politica nazionale far uscire la polizia del Paese dalla tragica schiavitù della corruzione, che tanti danni ha già causato al Paese.
Inoltre, secondo i dati diffusi dall'Onu, il programma anti-violenza messo in piedi dalla Minustah e dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite.
Della stessa idea anche il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon che che dopo una breve visita a Haiti ha fatto sapere che il Paese ha bisogno della creazione di numerosi posti di lavoro affinchè la situazione della popolazione migliori in futuro ma la visita dei giorni scorsi del segretario Onu ha avuto anche un altro scopo: sensibilizzare la comunità internazionale sulle necessità haitiane di sviluppo e riconciliazione nazionale.
Alessandro Grandi
Parole chiave: haiti , caschi blu, minustah, onu, peacekeeping