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Quindici chilometri di marcia ai margini del deserto del Sahara per
raccontare al mondo l’acqua che vento e sabbia stanno portando via.
Una buca piena d’acqua come fonte di salvezza. E’ per questo che
Pierangelo e i suoi collaboratori hanno progettato la costruzione di
altri due pozzi nella zona. “Le comunità e le famiglie si sono
impegnate a raccogliere, entro un anno e tramite un sistema di
autotassazione, la quota che è stata utilizzata per il progetto. Parte
di quella quota verrà poi reinvestita nella costruzione di una scuola o
di un ambulatorio medico”.
Francesca Lancini