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La Giustizia di Montevideo ha condannato otto persone a pene che vanno dai 20 ai 25 anni di carcere per le loro responsabilità in 28 omicidi durante la dittatura nel paese sudamericano. É la prima condanna per violazione dei diritti umani relativa a questo oscuro periodo in Uruguay.
Alla faccia della Ley de Caducidad. A essere condannati, 6 militari e 2 poliziotti, accusati di aver ucciso più volte e in cooperazione con la dittatura argentina, all'interno del Plan Condor e fuori dall'Uruguay. È proprio il fatto che si tratti di reati commessi fuori dal territorio nazionale ad aver permesso di snobbare la Ley de Caducidad, che impedisce qualsiasi processo a coloro che colpirono in Uruguay fra il 1973 e il 1985, e che getta quindi un velo di impunità su tutti i crimini della dittatura.
Il procedimento ha ricostruito il sequestro di 28 persone e il loro passaggio per molti centri clandestini di detenzioni fra Uruguay e Argentina.
La sentenza storica arriva dopo 24 anni di democrazia, che mai ha messo in dubbio la costituzionalità di una legge tanto amara come quella sulla Caducidad. È di questi giorni una raccolta di firme lanciata da organizzazioni in difesa dei diritti umani per indire un referendum nel tentativo di annullarla. Per riuscirci sono necessarie 250mila firme prima del 25 aprile.
Parole chiave: dittatura, uruguay, argentina, plan condor, ley caducidad