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“Il silenzio è il miglior alleato della violenza, dell’impunità e
dell’oblio”, “Non siamo sicuri che le parole possano sempre salvare
delle vite, ma sappiamo che il silenzio può certamente uccidere”. Sono
queste le parole di Medici Senza Frontiere (Msf) che sottolineano il
significato dell’Osservatorio sulle Crisi Umanitarie, nato lo scorso
anno, e del primo rapporto presentato sulla copertura da parte dei
media delle sofferenze del mondo dimenticate dai più.
Un quarto d’ora. L’analisi per questa prima fase si è concentrata sui
telegiornali andati in onda nelle fasce di mezzogiorno e prima serata
di Rai, Mediaset e La7 e su un totale di 35 rappresentanti della carta
stampata fra quotidiani e periodici. E’ stato valutato il tempo o lo
spazio dedicato a 40 crisi umanitarie (suddivise in 36 Paesi e 6
condizioni di malattia, ricercati utilizzando anche diversi temi
trasversali, come conflitto, profughi, epidemia, diritti umani,
disastri naturali eccetera). Commenta Cecchini: “Dai dati raccolti
abbiamo potuto stilare la Top 10 delle crisi dimenticate nella seconda
metà del 2004. Da questa classifica emerge un dato vergognoso: su più
di 1.266 ore di telegiornali, circa 52 giorni di trasmissione
ininterrotta, solo 15 minuti sono stati dedicati alle crisi indicate
nella Top 10”. Un quarto d’ora, pari allo 0,02 per cento del totale dei
minuti di trasmissione.
Oro alla Colombia. Il primo posto in classifica, sia sul piccolo
schermo sia sui giornali, spetta alla situazione della Colombia, Paese
a cui i telegiornali non hanno dedicato alcun minuto di trasmissione e
che negli ultimi sei mesi è stato presente solo due volte sulla carta
stampata. Sempre i telegiornali hanno riservato un trattamento analogo
a Indonesia, Liberia e Somalia, temi rispettivamente di quattro,
sei e tredici articoli. Entra in nella Top 10 anche la tubercolosi, a
rappresentare le malattie dimenticate, con due minuti televisivi e tre
articoli che la pongono rispettivamente al settimo e al secondo posto.
Valeria Confalonieri