03/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Un giornale on line aiuta gli indios del Cile a lottare per i propri diritti ancestrali

“I quattro anni del Mapuexpress.net sono un vero e proprio evento e una profonda soddisfazione perché la sua esistenza rappresenta uno spazio di informazione libera, autonoma e soprattutto autogestita, quindi a volte molto più difficile da fare”.

E’ con queste parole che la redazione del giornale on line del popolo Mapuche festeggia l’anniversario della sua nascita, voce isolata quanto potente di una comunità che da sempre lotta per i propri diritti, per la propria terra, per la vita.

“L’idea di fondare questo quotidiano è nata nel 1999 – spiegano – Inizialmente cominciammo come semplice canale di un sito web già esistente e gestito da una comunità Mapuche. Poi la conferma che dovevamo fare qualcosa in più. Il nostro popolo dimostrò di avere un disperato bisogno di sapere, di apprendere notizie non filtrate e che trattassero gli argomenti a noi cari, i problemi per noi importanti. E da allora, eccoci qua. Piano piano ci distaccammo e a fine marzo 2000 nacque la Mapuexpress. Entro aprile aveva già tutti i suoi forum di discussione, le notizie e gli approfondimenti”.

I Mapuche, in lingua Mapudungun Uomini della terra, abitano da sempre nell’odierno Cile meridionale, e anticamente occupavano un’area di circa trenta milioni di ettari. Un territorio che questi indios hanno sempre difeso con tutta l’anima sia delle invasioni incas che spagnola. Per loro la terra è la vita stessa. Chi la abbandona, spezza i legami con se stesso e cessa di esistere. Furono infatti l’unica nazione che i colonizzatori spagnoli non riuscirono subito a sottomettere. Unendosi in caso di pericolo, le diverse comunità resistettero alle aggressioni esterne e sopravvissero numerose. Anzi, costrinsero la Spagna a firmare il Trattato di Quillin (1641), un accordo che da una parte sancì la riduzione del loro territorio ma dall’altra garantì la loro sovranità sull’Estado de Arauco, a sud del fiume Bio Bio. Tutto bene fino al 1881 quando l’esercito del neonato stato cileno cominciò a occuparne le proprietà. E’ da allora che stanno cercando, in ogni maniera, di resistere a un lento ma inesorabile genocidio, sui libri di storia mascherato dalla cosiddetta “Pacificazione dell’Araucania”. Degli originari 30milioni di ettari oggi ne hanno soltanto 250.000. E poi la povertà estrema, gli espropri, gli spostamenti forzati di intere comunità, episodi di triste sopraffazione che hanno spinto molti di loro a migrare nelle vicine città aggravando ulteriormente le loro già precarie condizioni di vita. La voglia di non arrendersi, di rimanere uniti, di lottare per i propri diritti non è stata però scalfita. E la piccola redazione di Mapuexpress ne è un esempio.

“Con molta precarietà, on line grazie ai siti gratuiti in internet, e con tante limitazioni, un po’ alla volta abbiamo acquisito esperienza, capacità e conquistato la simpatia della gente – raccontano -. Mapuche e non, è grazie a loro che siamo cresciuti. Sono loro ad averci sostenuto e ad averci dimostrato che veramente il nostro sito serve per raccontare la causa degli indios sottolineandone i significati, tutti i perché. Il nostro giornale ha così potuto continuare ad appoggiare le organizzazioni e le nostre autorità autoctone, a socializzare sia all’interno del nostro popolo sia con l’esterno, con il resto del mondo. Raccogliamo pareri, consensi, critiche, organizziamo campagne e azioni per portare avanti la nostra causa”.

Un giornale, dunque, che è servito e servirà non solo a far sapere al popolo del cyberspazio quali sono le condizione e le battaglie degli Uomini della terra cileni, ma anche per contribuire all’unità dello stesso movimento Mapuche.

“Grazie a questo lavoro, portato avanti da volontari, abbiamo potuto trattare tutte le realtà del nostro popolo, da est a ovest, contribuendo alla destrutturazione delle barriere e delle frontiere col fine di ricostruire il nostro Wallmapu. E’ questo che vogliamo. Crediamo che proprio per questo esistiamo, per creare ponti e nessi comunicando con i distinti referenti territoriali del nostro popolo, costretti sul chi va là dalle continue imposizioni degli stati cileno e argentino, e di conseguenza dalle invasioni delle aziende, dei latifondisti, delle multinazionali che continuano imperterriti a usurpare le nostre ricchezze. In ogni senso”.

Il movimento autonomo Mapuche, dunque, resiste e combatte, comunica e lotta, cresce e si sviluppa anche attraverso il Mapuexpress.net, un giornale contro l’intolleranza, l’ignoranza, la manipolazione delle espressioni e la mancanza dell’informazione interculturale.

“Lavoreremo per una società più giusta ed equilibrata, fondata sul rispetto della vita e delle diversità, in nome della solidarietà tra popoli. Leggeteci!”.

Stella Spinelli

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