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Il primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ha dichiarato che d'ora in poi, chiunque invada o requisisca le proprietà terriere, per la maggior parte in mano ai bianchi, verrà arrestato.
L'affermazione giunge in netto contrasto con quanto proclamato dal presidente Robert Mugabe che, in occasione del suo compleanno, aveva annunciato nuovi espropri.
"Coloro che continueranno a intraprendere queste azioni, saranno arrestati e processati davanti ad una corte" ha detto Tsvangirai, che ha definito le ultime invasioni "dei veri e propri saccheggi". Tsvangirai ha specificato di aver incaricato il ministro degli Interni di assicurarsi che tutti i responsabili di questo crimine vengano portati davanti alla giustizia. La misura, però, non è detto che venga attuata, dal momento che nel governo di unità nazionale esistono due ministri degli Interni, un escamotage nato per assicurare a entrambe la fazioni in lotta il controllo formale della polizia.
Le espropriazioni di terra a danno dai proprietari bianchi sono state una pratica costante nella politica del presidente Mugabe, che però, secondo gli avversari, ha portato al tracollo economico del Paese.