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“Ieri ho assistito alla scena più drammatica da quando sono qui in
Perù. Due poliziotti hanno picchiato tre bambini. Prima li avevano
ammanettati e spinti contro il muro. Il più grande avrà avuto quindici
anni. Il più piccolo era alto più o meno un metro e venti tanto che
l’agente, grande e grosso, per picchiarlo doveva abbassarsi”. A
raccontarlo a PeaceReporter è Omar Marcenaro, un laureando in
ingegneria che per motivi di studio è a Chiclayo, nella regione
peruviana Lambayeque, a 770 chilometri a nord ovest di Lima, ormai da
venti giorni. Stava tornando da una conferenza sulla produzione di
riso. Era su un mototaxi lungo la strada che ogni giorno percorre per
andare all'università. “Lungo un muraglione che costeggia la facoltà –
spiega con dettagli inquietanti lo studente genovese - c'era una jeep
dalla polizia, ferma. Poco più in là due agenti e tre persone
ammanettate, faccia al muro e con le mani in alto”. Avvicinandosi la
scena è apparsa in tutta la sua crudeltà. “Il mio mototaxi avanzava
lento – riprende Omar -, percorrendo la strada sterrata e piena di
buche. All’improvviso mi sono reso conto: ammanettati, con le facce al
muro, erano bambini. Proprio mentre ci avvicinavamo, i poliziotti hanno
iniziato a picchiarli. Ovunque. Indistintamente, dal più grande al più
piccolo. Colpendoli anche sulla testa. A quel punto eravamo proprio
alla loro altezza e la jeep mi oscurava la vista dei bimbi, pochi metri
più avanti”.