25/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Grazie a tutti per le belle parole, per i pensieri, e per i sorrisi che in ogni messaggio sono contenuti.
E' così che vogliamo ricordarlo. Con voi, con un sorriso, sempre.
A volte anche con una risata

***

Grazie di cuore a tutti voi, a Peacereporter e agli scout, a don Paolo e a Radio Popolare, alle maestre e ai bambini di via Palermo e a Emergency , a don Gino e alla comunità di Macugnaga, a tutti gli amici proprio a tutti.
Con il vostro amore date a me e a Ronni una grande forza.
E' difficile trovare le parole senza il tuo aiuto, Marco,
perchè anche quando dovevo scrivere un biglietto di auguri chiedevo consiglio a te, e mi prendevi in giro.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Un abbraccio a tutti voi.
Manuela

 

Scriveteci qui

Ciao Marchino

 

Qui potete leggere alcuni suoi articoli.

Le parole di H. Scott Holland
come commiato alla fine della cerimonia funebre

 

 

ciao maso,
ti scrivo da damasco. triste per la notizia che mi ha raggiunto. vi mando un abbraccio.
karim

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Oh Capitano! Mio Capitano!
il nostro duro viaggio è finito,
la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino,
sento le campane,
la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore,
cuore,
cuore!
gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano!
alzati a sentire le campane; alzati - per te la bandiera è gettata - per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande -
per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all'ancora sana e salva,
il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace
freddo,
morto

Ciao Marchino!


Maurizio "OM" Ongaro

 

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"Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo (....)
Itaca ti ha dato un bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare." [C.Kavafis]
Buon viaggio Marchino, mancherà a questa Terra e a noi mortali una persona bella come te.
Ica

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Non è scontato che essere fratelli voglia dire stare bene insieme,
stimarsi, essere orgogliosi una dell'altro.
Io e Marco eravamo così e, una volta diventati grandi, abbiamo
continuato a condividere molto, moltissimo.
Abbiamo condiviso gli amici, le vacanze, la passione per il lavoro, l'
attenzione per gli altri, la gioia per l'arrivo dei nostri rispettivi
figli, abbiamo condiviso l'angoscia per la malattia che lentamente lo
ha portato via.
Aveva delle cose che gli invidiavo un sacco, Marco sapeva scrivere
e cucinare in un modo meraviglioso...io no e non perdeva occasione per
farmelo notare.
Il nostro sogno (forse più mio e di Manu) è sempre stato quello di
andare a vivere in una stessa casa.
Per Robi (mio marito) Marco era un amico, per i miei figli l'unico
possibile sostituto del papà.
Ora, per la mia adorata Manu (amica, sorella, cognata), per Ronni e
per tutti noi, inizia il momento più difficile e noi tutti, forti dell'
amore che ci unisce....non molleremo.

Ciao Marco, ciao Kino, ciao fratello!
Un sorriso a tutti.

Laura

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Ci siamo conosciuti da bambini, agli scout, poi ci siamo persi di vista. Marchino era sempre scatenato e allegro, sono rimasta molto addolorata della notizia, sono vicina ai familiari che ho conosciuto e alla moglie e al figlio che non ho avuto il piacere di conoscere.

Un abbraccio
Monica Cuneo

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Dalla conversazione con William, tecnico di Radio Popolare, dopo i funerali di Marco. " Credo - sostiene William - che Marco sia come una buona e forte radice, nata tanti anni fà..... ". Ha ragione William. Una radice di nome Marco, che poi lentamente si è estesa , rafforzata , ha preso tante direzioni con il suo entusiamo , la passione , la curiosità , e generosità nello stare dalla parte dei piu deboli , contro le ingiustizie piccole e grandi , senza conformismi. Radici cosi non si spezzano, nemmeno con la morte. E quando la morte arriva ci troviamo tutti stretti intorno alla radice, perchè ne facciamo parte , ognuno a modo suo. Come i nostri tanti volti nella basilica di San Simpliciano , in una giornata di marzo a Milano , con Manuela che fuori sul sagrato sorrideva al figlio Ronaldo e a noi......

Piero Bosio

 

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I giorni dell'uomo son come l'erba;
egli fiorisce come il fiore dei campi;
se lo raggiunge un colpo di vento esso non esiste più
e non si riconosce più il luogo dov'era.
(Salmo 103, 15:16)

Non ho fatto in tempo a conoscerti e non ho potuto nemmeno salutarti: io e Luca eravamo tra la Romania e la Serbia a cercare storie e volti di quei luoghi, a fare del nostro meglio per ricordarti.

Ciao
Gianpaolo Concari

 

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Caro Marco
non ci siamo visti per tanto tempo, così tanto che nemmeno avevo capito come stavi, cosa ti stava succedendo. In questa città è così, ci si incrocia e ci si perde, senza nemmeno tenere conto degli anni, senza aver modo di rimanere in contatto, presi da mille cazzate, pensieri. Davo per scontato che tutto andasse bene, che stessi come al solito lavorando in mille posti diversi, ricordo le ultime volte che ci siamo parlati a Radiopopolare, al giornale, a casa di qualche amico, a Roma, durante una manifestazione per la pace. C'era Ronni più piccolo di come l'ho visto ieri in San Sempliciano, c'era Manu con il suo sorriso dolce, c'eri tu, ridanciano come sempre, come se niente fosse, com'eri da ragazzino, a scuola. Marchino. Quante volte le nostre strade si sono incrociate e poi divise, per me era naturale pensare di rivederti prima o poi, con la stessa confidenza di sempre, la stessa allegria. Adesso invece mi tocca pensare che sei da un'altra parte e che quelle due chiacchiere sono rimandate a un tempo lungo davvero. Questo mi fa venire il magone perché penso che non è giusto per te, per Manuela, per il vostro bambino e per tutti noi che rimaniamo qui con un palmo di naso. Ma so che tu preferiresti un sorriso a un pianto. Quindi ti abbraccio forte, e stringo quella roccia di Manuela e il vostro piccolo coraggioso.
Ciao sognatore, prima o poi ci rivediamo
Zita Dazzi

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Ciao Marco,

in questa vita troppo breve hai saputo dare davvero tanto a tante persone, lo sapevo, ma vedere tutti i volti degli amici che c?erano ieri a salutarti, leggere i saluti di tutte le persone che ti hanno conosciuto e voluto bene, mi danno la certezza che tu vivrai davvero e per sempre nei ricordi e nel cuore di tutti noi.
Ti ritroveremo in Ronni, nella Manu e in tutti noi.
Ti mando due baci.

Ire


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Mi unisco a tutti gli "amici" per darti l'ultimo saluto. Abbraccio la tua famiglia amorevolmente con il conforto di chi vive vicino a persone speciali. Un grazie infinite alla redazione che accoglie anime gentili.
Barbara

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purtroppo ti ho conosciuto solo adesso, il bello è che non è troppo tardi.
Ti abbraccio. Grazie.

Lussi

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Era il 1991, 18 anni fa, all'inizio si faceva fatica a pronunciare il mio nome in redazione, figuriamoci gli ascoltatori, ma tu hai subito risolto il problema chiamandomi fratello e e col passare del tempo sono diventato fratellino. Quanti piacevoli ricordi !! nonostante le nostre angosce di allora per Sarajevo, i ceceni...l'Algeria.
Oggi ti penso e sorrido, ti voglio bene fratello :-)

Chawki Senouci

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Il groppo in gola non si è sciolto, prende le mani e la testa. Non rimane che un grande bacio.

Stefanino

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Caro Marco ci siamo conosciuti ormai troppi anni fa, ai tempi di Mani Pulite, forse nella sala stampa del tribunale, o forse a seguire qualche fattaccio di cronaca sui marciapiedi meneghini, davvero non ricordo. Dopo un blackout di almeno sei anni mi hai telefonato e sei venuto a trovarmi a Roma per parlarmi con entusiasmo della tua nuova avventura professionale, e ci siamo ritrovati a chiaccherare e a scherzare come se fossimo sempre rimasti in contatto. E io non sapevo nulla della tua salute.... Ti ricordo con affetto

Frediano Finucci

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Non ho avuto il piacere di conoscere marco di pesona, ma da ettore dei suoi articoli traspariva (anzi traspare perché le cose belle e grandi sono eterne) un senso alto per la vita, per le cose vere, per i valori di giustizia e pace che dovrebbero essere i valori fondanti di una persona e di una società .
Grazie di essere esistito. con stima (anche se postuma)

Agostino Saglietti

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Non sarai fuori dai nostri pensieri e dalla nostra mente: conserveremo come un dono prezioso i ricordi che ci uniscono e ritroveremo il tuo sorriso e la tua forza negli occhi della tua meravigliosa famiglia.

Anche se non sei lontano...ci mancherai.
Onore a te, Marchino. Siamo onorati di averti conosciuto.

Ti vogliamo bene

Pippo e Lalla

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...ricaccio indietro le lacrime guardando la serenità che trabocca da questa tua bella foto...tu vivrai sempre Marco, nei cuori di tutti quelli che ti hanno conosciuto e amato, negli sguardi di Stella, Alex, Maso e tutti gli altri di Peace, Radiopop e gli altri che hanno avuto la fortuna di fare un pezzo di strada con te. Noi non abbiamo mai lavorato insieme, ma la tua voce mi era familiare dalla radio e poi ci siamo sentiti un po' di volte in occasione del kidnapping di Simona.
Ma soprattutto continuerai a vivere nello sguardo e nel cuore della tua compagna, di vostro figlio e delle persone che amavi.
ciao Marco, che questo viaggio sia leggero!

Flora Cappellutti

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Carissimo Maso,
Solo poche righe per esprimerti il mio dolore profondo per la perdita di Marco. Non sapevo quanto la sua malattia fosse grave e quando ho saputo che aveva perso la sua battaglia sono rimasta senza parole. Non so cosa aggiungere, se non che abbraccio te, i colleghi di Peace Reporter e anche se non li ho mai incontrati la compagna di Marco e il suo bimbo, di cui mi aveva parlato con molto orgoglio una sera che ormai mi pare lontanissima.
Con affetto

Franca Roiatti

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Ci siamo conosciuti alcuni anni fa dopo una riunione all'istituto La casa io già conoscevo tua moglie voi iniziavate noi finivamo, siamo entrati subito in sintonia la notizia mi ha tolto il fiato un abbraccio a Manuela

Marcello Mazzotti

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Irie Irie Marco

Vitowar

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Io non ti conoscevo direttamente, ma attraverso quello che facevi e le persone che ti stavano più vicine si capiscono tante cose di te. Come dicono i tuoi amici, buon vento Marco. un abbraccio

Paolo Piagneri

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Da ascoltatrice di Radio Popolare prima, da lettrice di Peace Reporter poi, e con tutto quanto di bello c'è stato in mezzo, ho "conosciuto" Marco Formigoni, e ne ho apprezzato le doti di Uomo, ancora prima che di ottimo giornalista.
E' una perdita grandissima per tutti, io non lo conoscevo di persona ma il dolore nell'apprendere della sua scomparsa non è stato diverso da quello che si prova per un amico. Ciao Marco, grazie per quello che mi hai dato, rimpiangerò sempre quello che non hai potuto continuare ad insegnarci.

Lisa Notari

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Marco sai, di quegli anni in RP sono i tuoi sorrisi e le tue parole tra il serio e lo scanzonato, che mi rimarranno dentro. Ho imparato da te ad amare la verità e dunque cercarla ogni giorno, per tentare di lasciare un mondo più giusto a tuo e mia figlia. Ti abbraccio

Nicole Corritore

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Non ti conoscevo, se non forse di vista, ma leggendo le parole che i tuoi tanti amici e conoscenti scrivono di te, mi sembra di conoscerti da sempre. Come se fossi un fratello. Buon vento Marchino.

Nicola (gruppo Emergency Serrenti)

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è tutta la mattina che ho in mente sta cavolo di canzone di loretta goggi..."che fretta c'era, maledetta primavera"....poi ho capito...buona primavera marco, anche se oggi fa freddo, molto freddo

Francesco Pensabene

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ciao Marchino,
grazie per tutte le cose belle che mi hai insegnato attraverso la tua amicizia.
Un abbraccio forte

il tuo amico andre

mi mancherai in cucina a macu, e non solo.
ciao caro Marco

lindia

ciao Ronni,
ti voglio tanto bene e ti abbraccio forte.

il tuo amico davide

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ieri sera eravamo lì, attorno allo stesso tavolo del giovedì sera. parlando di te, Marco. chi ti aveva conosciuto di persona, chi aveva soltanto ascoltato la tua voce alla radio, chi letto un tuo articolo, e chi purtroppo ti ha conosciuto soltanto ieri.
ci hai unito come solo certe persone e certi momenti sanno fare. ti mandiamo tutti insieme un grande abbraccio per questo viaggio.


Gruppo Emergency di Busto Arsizio

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Se cerco di contare con le dita non mi bastano, ce ne vorrebbero 32 come gli anni passati da quando ci siamo conosciuti. Eravamo tra "quelli della Cagliero" e nel '77 andavamo in manifestazione... arrivando sì e no all'obliteratrice dei biglietti del tram. E dopo le medie, il Parini. Le pagine delle mie "smemo" sono piene di te: delle tue battute strabordanti, dei film che abbiamo visto (da "Ratataplan" a "Fame", passando per "L'impero colpisce ancora"), dei nostri battibecchi senza senso "perché sapevi tutto di me e avresti anche potuto raccontarlo in giro" (chissà che cosa poi). Delle vacanze in montagna con le nostre famiglie. Ricordo gli scherzi che ci facevamo, tipo la cioccalata calda con nascosto dentro lo skipass!
Ti ho sempre associato al divertimento, all'allegria, al sole, a qualche bella canzone che ora mi commuove.
Dopo il liceo le nostre strade si sono divise, ti ascoltavo alla radio; ero passata a trovarti qualche volta o ci si incontrava in giro. Seguivo da lontano il tuo percorso giornalistico, che già manifestavi da piccolo adulto. Quando sono arrivata a Radio Popolare, nel '96 tu eri appena andato da un'altra parte.Tutti parlavano di te come di un mito e a me veniva da ridere, perchè pensavo ad un bambino simpatico con il frangione sugli occhi, diventato grande e pieno di stima.
Non ci siamo più frequentati molto, ti vedevo in radio. Ricordo quando ci siamo visti a Roma 10 (o 11?) anni fa e siamo tornati a Milano sullo stesso treno. Ci siamo raccontati molte cose e sorridevi poco. Eri diventato un vero professionista, lo sapevi, ma forse iniziavi a sentirne il peso.
Ricordo la gioia sul tuo viso e nelle tue parole quando è arrivato Ronnie e quando parlavi della tua famiglia.
Leggevo i tuoi pezzi su Peace Reporter e ti ritrovavo sempre. Come mi ritrovo oggi a ricostruire un passato, che fa talmente parte di quello che sono diventata negli anni da non riuscire più nemmeno a distinguerlo. Non
so che altro scrivere, Marchino, mi sembra già troppo questo silenzio senza sentirti ridacchiare alle mie spalle.
Il pensiero, struggente, ora va a Manuela e a Ronaldo, a Carla, a Laura e ai tuoi nipoti.

Barbara Sorrentini

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Ci conosciamo da sempre. Non ci vedevamo mai, ma quando ci incontravamo sembrava fosse passato un solo giorno dalla volta precedente. Un abbraccio a una famiglia speciale.

Simone Guidi

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Noi siamo delle ragazze peruviane che abbiamo laborato con famiglia Formigoni, abbiamo conosciuto al Signor Marco, lui e una grande persona, sempre sarà nel nostro cuore. io sono katia in estate sono andata al mare a lavorare con la famiglia Formigoni Cotti, li c'era anche il Signor Marco con Roni, la Signora carla, giacomo y cecilia e io mi sono trovata bene perche lui e una persona solare sempre era alegro. Adesso vorrei che sempre starò vicino a la famiglia Cotti Formigoni perche lor me hanno tratato come si fose de la famiglia, e io vi voglio tanto bene.

Katia Yovana Silvia

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ciao Marchino, è difficile mettere per iscritto lo sconvolgimento che la tua scomparsa ha provocato in me. Non abbiamo mai avuto una frequentazione quotidiana anche se ci vedevamo da una vita, o quantomeno dai tempi del liceo, tu al Parini ed io al Leonardo. Ci vedevamo alle manifestazioni, alle assemblee e poi abbiamo addirittura "lavorato" insieme per radio popolare, dove io facevo qualche collaborazione e poi a My Tv dove anche lì ho scritto per un breve periodo dei testi. Mi piaceva ascoltare la tua rassegna stampa in radio e mi dava allegria incontrarti, sempre sorridente e positivo
nonostante quello che ci stava capitando intorno, un mondo che andava dalla parte opposta di dove auspicavamo. Da qualche anno poi, lavoravamo a poche centinaia di metri uno dall'altro, tu in un posto che ti ha consentito di portare avanti quello in cui hai sempre creduto e per cui hai sempre lottato ed io in un ambito che con gli eccezionali anni del liceo centra così poco. Mi mancherai molto e comunque, è stato bello conoscerti, ti abbraccio forte e vorrei poter dire a tuo figlio, che ha l'età del mio più grande, la fortuna che ha avuto di poter trascorrere qualche anno della sua vita, troppo pochi,
di fianco ad un grande papà i cui i valori gli serviranno per affrontare nel modo migliore la sua vita. Salutami Alex....

Daniele - Nicolò Mancini

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io Marco l'ho incontrato solo un paio di volte, a presentazioni di peacereporter, anni fa
ma mi ricordo il suo sguardo pieno di vita
e me lo ricorderò sempre

Roby

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ho avuto il piacere di parlare brevemente con Marco Formigoni ad Orvieto, all'inizio della vostra bella avventura. Mi disse che Peacereporter voleva raccontare i paesi, le persone e le storie, attraverso chi vive realmente, senza filtri, le terre che vuol narrare. Lo ascoltavo con piacere a Controradio. Grazie a lui e a tutti voi ogni giorno m'informo con Peacereporter.
un pensiero alla sua famiglia

Nicoletta

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Come altri colleghi ti ho conosciuto durante il sequestro di Clementina Cantoni, quando - con una pazienza infinita e con tanta delicatezza - mediavi tra noi e la famiglia Cantoni, aiutandoci a capire e a scrivere cose sensate senza disturbare il loro dolore e la loro angoscia. La mattina che Clementina è tornata a casa, mentre tutti assieme, familiari e amici, festeggiavate con un brindisi in casa Cantoni, tu sei venuto per strada a portare un bicchiere di spumante anche a me e all'altra collega rimaste ad aspettare. ho questo ricordo di te: con i due bicchieri in mano e un gran sorriso. ti ho conosciuto solo così, e così ti ricorderò: con quel sorriso. oggi ho guardato il tuo numero sulla rubrica del mio cellulare e ho pensato che la vita è proprio ingiusta. ciao marco

Oriana Liso

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Le famiglie e gli operatori dell'Istituto La Casa partecipano con sincero affetto al grande dolore di Manuela, di Ronaldo e di tutti coloro che gli vogliono bene ora più di sempre.

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Ciao Marco,

risento con commozione l'ultimo forte abbraccio che ci siamo scambiati sulla neve a Macugnaga. Con la stessa tua energia e con l'affetto dimostrato a noi tuoi occasionali compagni di vacanza, vorrei poter stringere Manuela e Ronaldo.

Filippo, Ia e tutti i ragazzi

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Ciao Marco, qualche parola ancora, prima di lasciarti andare: sento di doverlo, più che a me, o a te, o a tutte le persone che ti volevano bene e che man mano aggiungono qui il loro contributo e il loro ricordo, alla nostra amicizia.

Un'amicizia che è iniziata per me prima di tutte le altre, sin dai primi anni dell'infanzia, ed è continuata per tutta la nostra vita, intensa, intatta e ininterrotta, nonostante nel corso del tempo il susseguirsi degli eventi ci abbia a fasi alterne allontanati e riavvicinati. Un legame basilare, che ad ogni incontro, fosse dopo mesi o dopo un solo giorno, non aveva mai bisogno di essere esplicitamente riconfermato, perché lo si sentiva come cosa appunto implicita, ovvia, scontata come l'aria, che si respira senza farsene un perché. Un'amicizia che mi ha insegnato e mi ha fatto capire l'Amicizia, quella, come si dice, con la "A" maiuscola, della quale, grazie a te e a pochi altri, ho potuto percepire profondamente la sacralità e il primato tra le cose della vita di un Uomo.

Qualche parola ancora, dicevo, per ricordarti, per cercare di fissare in un ultimo istante il ricordo di tutto. Qualche parola ancora dopo le mille e mille dei discorsi interminabili, in cui ciascuno metteva in gioco ogni volta con ostinazione e pignoleria le sue convinzioni, i suoi valori, ricercando la massima precisione in ogni termine, cercando di mettere sul tavolo apertamente e senza pudori o riserve quella parte di se stesso che sentiva impegnata dal tema del momento, fosse per riconfermare pareri condivisi, per argomentare su sfumature comunque ritenute e sentite importanti, o anche per litigare a causa di disaccordi sui quali non si voleva lasciar correre, proprio per la stima che si aveva l'uno dell'altro, per l'importanza che ciascuno attribuiva all'altro come compagno di strada, come sponda e contraltare di pensieri ed esperienze, l'uno facendosi specchio e testimone della coerenza e della fermezza dell'altro alla prova del continuo scorrere degli eventi e del mutare di tempi e situazioni.

Perché questo è il lascito di te che oggi più mi sento di raccogliere, tra i mille ricordi che affollano la mia mente in questo periodo, ricordi di risate e di lacrime, di eccessi giovanili e di ragionamenti adulti, di ore passate cucinando insieme, di viaggi, di manifestazioni del 25 Aprile, di Martini cocktail e di avventure scout: il lascito di questa tua integrità e fedeltà a te stesso, caparbia e intransigente, quasi di altri tempi, di questo tuo fondarti saldamente e con orgoglio su valori acquisiti, vissuti e non negoziabili, a costo di apparire a volte ruvido e incapace delle carinerie di chi è più incline ai compromessi e alle approssimazioni che mettono tutti d'accordo. Questo tuo pensare e agire, pur nella leggerezza e nell'ironia, profondamente, come se una persona non fosse mai una persona qualsiasi, un'idea o un pensiero non fossero mai un'idea o un pensiero qualsiasi, ed anche un pasto, una canzone, un locale, un libro, un luogo, una ricetta, un banale comportamento della vita di tutti i giorni, non fossero mai "qualsiasi" ma tutto reclamasse e meritasse invece impegno, attenzione, comprensione, il soffermarsi di un pensiero onesto, aperto, lucido e vigile. Questo tuo saper essere, e conservarti, "tutto d'un pezzo", come si diceva una volta, che inevitabilmente, per effetto dell'attrazione che c'è tra i simili, ti ha circondato ovunque e comunque di persone amiche, che hanno sentito e apprezzato in te l'affidabilità, l'autorevolezza e la statura morale di chi sa essere coerente e di parola in un mondo in cui queste non sono più le parole d'ordine di moda.

Adesso per tutti noi che restiamo è il tempo del pianto, epilogo della progressione ineluttabile di quella malattia che tu però non hai mai subìto, alla quale non ti sei mai arreso e consegnato a capo chino pur conoscendone da sempre tutte le terribili implicazioni e conseguenze, ogni giorno riaffermando fieramente e serenamente la tua dignità, quasi una tua distaccata superiorità rispetto al male, impartendo a noi che abbiamo avuto il privilegio di esserti più vicini in questo cammino una grande lezione di equilibrio e di stile. Ma il tempo del pianto dovrà cedere il passo al tempo della ritrovata serenità, del ricordo dolce e affettuoso, soffuso in noi e da noi espresso in ogni momento e in ogni azione, ispirazione per guardare avanti e costruire con impegno, rigore e amore il futuro nostro e dei nostri cari, e per indicare la strada ai nostri figli con coraggio e fiducia, con l'immagine e l'esempio di te per sempre vivi nella mente e nel cuore.

Adesso vai, Principe, e riposa in pace.

Lele

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Caro Marchino, gli anni ruggenti della radio... un bellissimo Capodanno di vent'anni fa...il 25 aprile del '94...le tue cronache, i collegamenti...gli sfottò calcistici... una simpatia vera che ha retto agli anni e alla distanza, il ricordo di un incrollabile buonumore che ho ritrovato sempre uguale man mano che il tempo passava, fosse anche solo su facebook...
In questi giorni con Enrica parliamo spesso di te, ed è come parlare di noi: se ci pensi, è anche questo che rende le persone importanti, le persone come te. Ciao, grazie

Stefano Menichini

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Si vede che questo mondo marcio non ti meritava, persino la natura è stata complice a portare via un uomo giusto come te. Meriti però il nostro amore per la pace che hai sempre cercato. Che la pace sia con te.

Kadhum

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Fare il libraio con Peacereporter sul bancone, anche quello non sarà più come prima. Grazie Marco.

Dario - Libreria Il Parnaso

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Il video di Sei Milano con Marco in azione. Quanto entusiasmo, quanta passione in quei giorni insieme. Che bel ricordo, e quante risate. Abbraccio Manuela, mentre a Ronaldo che non conosco, auguro che una volta cresciuto possa essere felice come lo era il suo papà quando faceva il suo lavoro.

Gigi Donelli

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Grazie Marco, per i 10 anni di radio, mi hai fatto compagnia.

Natalino Grigolato

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il giornalismo... Mi hai dato un sogno di un giornalismo. Grazie perchè mi hai stimolato tanto, per l'affetto e la disponibilità. ti ricordo anche in hattrick dove ci siamo sentiti le ultime volte.

Francesco Diaz

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Ti ho conosciuto appena, Marchino, quando lavoravo a Radio Popolare di Milano.
Arrivavi, di tanto in tanto, e insieme alla tua voce brillante in redazione entravano gli anni del mito, della passione, dell'entusiasmo: il giornalismo di cui mi ero innamorata ancora liceale.
Mai una volta che mi chiamassi Marta. "Bonafoni!!!!", urlavi. E mi facevi ridere. Tanto. Ora vorrei fare qualcosa per te, per chi resta. Ho scritto a Manuela, e le ho promesso questo: proverò fino in fondo a fare la giornalista con lo stesso impulso con cui lo facevi tu, per cambiare il mondo. Per consegnarlo migliore al mio Rocco, e al vostro Ronaldo. Sorridi, io ti ricorderò così.

Marta Bonafoni

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Ho scoperto solo in questi giorni che eri (di poco) più vecchio di me. Ero convinto del contrario forse perché sono stato sempre vecchio dentro. Forse perché a quel corso di giornalismo di "Avvenimenti" (c'era ancora il muro di Berlino) cui partecipammo tu, eri decisamente il più pimpante di tutti. Sognavamo tante cose allora. Un paese migliore. Un mondo di pace. Non tutto si è realizzato. Eppure ci abbiamo provato e questo credo che sia quel che conta. Ci sono giornalisti che raccontano le tragedie. Altri cercano invece di impedire che accadano. Tu, Marchino mio, eri di questa seconda, nobile, categoria. Sei stato un grande. E non ti dimenticheremo.

Andrea Riscassi

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Ciao Marco, Una sera di mezza estate di qualche anno fa, ci siamo incontrati a Pace e Diritti in Festa. Ricordo che hai accettato con entusiasmo di essere nostro ospite, si parlava di Iraq e tu con la tua solita bravura ci hai fatto un quadro chiaro di quello che stava accadendo. Poi abbiamo scoperto la tua simpatia e umanità sorseggiando insieme qualche birra. E' stata una bellissima serata. Grazie Marco. Un sorriso e un abbraccio da tutti noi

Gruppo EMERGENCY La Spezia

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Un caro abbraccio a Manuela, Ronaldo, e ai compagni della redazione

Milly Moratti, Pino Landonio e Francesco Rizzati

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Le sfide di yatzee fino a notte fonda, la trippa della domenica, le partite dell'inter, i pomeriggi a cucinare, insomma, mi mancheranno anche queste frivolezze

il tuo cognatino

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Ciao Marco,
Sei stato un grande amico per me e non ti scorderò mai, peccato che non ti ho potuto salutare o dirti qualcosa, e mi dispiace.
Purtroppo ora non posso farci niente.

Ciao Marchino.

Olmo

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Sono un'ascoltratrice di RadioPopolare e conoscevo Marco solo attraverso la sua voce e i suoi interventi in radio, stamattina quando ho sentito della sua morte e il comento di Danilo De Biasio mi sono commossa, non sentiremo più la sua voce e questa è una grande perdita e chi gli è vicino non potrà più stare con lui. ciao Marco.

Virginia Bonavita

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senza parole, con qualche lacrima per i pezzetti di noi che se vanno
con gratitudine per i riposti pezzetti di noi che tornano (improvvisamente) a scaldarci l'anima.

C. (che ti ha ascoltato da sempre) e L. (che ti ha letto con ammirazione)

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Sentirsi vicini e non avere neppure bisogno di parlarsi, tanto ci intendevamo, seduti uno di fronte all'altro, a lavoro. Sentirci felici e realizzati, quando siamo diventati papà, anni dopo. Contenti e leggeri, ogni volta che rubavamo un'ora, per mangiare un boccone assieme, in un bel ristorante. La certezza che queste cose io le porterò dentro ogni giorno, nei miei pensieri e sorrisi, per sempre. Vi abbraccio forte, Manu.

Antonio Scuderi con Monica

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Marco Formigoni era molto popolare, sembrava lo conoscessero tutti alle conferenze stampa, perché tutti gli sorridevano, molti giornalisti lo circondavano per ascoltare cosa dicesse. Non conoscevo che pochi colleghi: un giorno gli chiesi qualcosa, mi diede indicazioni immediatamente utili, spiegandomi le cose senza spocchia, con quel tono di voce allegro e affidabile. Chi lo ha incontrato avrà in mente quel tono di voce meraviglioso. Ci sono state tante altre conferenze stampa, dopo.
Sono passati molti anni dall'ultima volta che lo incrociai, come sempre, con autentico piacere. Non capita spesso con persone che frequenti per lavoro e vedi così poco. L'ho rivisto in tv, l'ho riletto qui su PeaceReporter, ma non ci siamo più incontrati. Spero di essere all'altezza di portarlo nel cuore come merita.

Simona Mantovanini

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è tutto vero quello che hanno scritto di Marco. io lo conoscevo da sempre, dai tempi della radio e poi abitavamo a poche centinaia di metri per cui ci incontravamo coi nostri cani la mattina ai giardini o quando uno o l'altro usciva o rientrava dal lavoro e avevo saputo subito che stava male, ma dopo l'operazione, vedendo che aveva ripreso peso e sentendo la sua immensa fiducia e convinzione "come stai?" "molto bene", scambio di frasi ripetuto molte e molte volte, avevo creduto sul serio che lui ce l'avrebbe fatta, era dura farcela con quello che aveva, eppure ci avevo creduto davvero, perché era lui, e aveva adottato Ronnie con Manuela, era assolutamente unico e speciale per l'attenzione che aveva verso gli altri, per l'ironia e la forza, e per la luce che non ha mai abbandonato il suo sguardo. l'avevo visto pochi di mesi fa e stava bene, "come stai?" "molto bene". avevo pensato che ci fosse stato un miracolo per lui. come ha potuto andarsene così? ancora una volta il mondo è un po' più vuoto e un po' più triste. Marco, che bello sarebbe poterti chiedere ancora "come stai?", sentirti rispondere "molto bene", abbracciarti e baciarti come al solito ed essere felice che alla faccia di tutto tu ce l'avevi fatta, perché eri tu, speciale, migliore. quando dicevo a Guido che ti avevo incontrato e stavi bene lui ti chiamava "el furmiga" e condivideva forse ancora più ricordi di me. l'ho saputo stamattina dalla voce rotta di Cecilia alla radio. leggendo le testimonianze ho pianto. penso a Manuela, che posso fare, Manu? poco posso fare. solo ricordare e ricordare le cose belle e lasciarlo andare in pace, senza trattenerlo con le mie stupide lacrime, dicono che le nostre lacrime impediscano ai nosti cari di andare. andare dove chi lo sa. per chi non crede poi...un abbraccio forte forte a tutti e tre. serve dire Te, Ronnie e Marco?

Paola Bensi

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Forse l'unica cosa in comune tra noi era il giornalismo e la voglia di farlo bene...non siamo mai stati "amici", né potevamo esserlo, ma in quei mesi assieme a "Sei Milano" ci siamo conosciuti e rispettati...non capita sempre e non capita con tutti. Ciao Marco.

Gian Micalessin

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Un tuffo al cuore questa tua fotografia, i tuoi occhi chiusi che ridono, il sorriso dolce e beato. Marchino. Ti riconosco nelle parole di tutti quelli che ti hanno conosciuto, nelle situazioni più diverse, sei rimasto così limpido e aperto, sempre positivo e combattivo, il Marchino di sempre. E' questa la cosa bella delle persone importanti della nostra vita, non importa in che periodo si è fatto un pezzo di strada insieme, rimangono sempre, e alcune, come te, sono davvero uniche. Capace di divertirti come un bambino con le imitazioni del muppet show, e poi di scrivere lettere bellissime già piene della profondità e della partecipazione e dello sguardo ironico ma sempre speranzoso e affettuoso verso il mondo che avresti poi riversato nella tua vita da giornalista. Quello scrivere leggero e pieno, proprio come eri tu. Marchino. Chiunque ti abbia incrociato nella sua vita ti ha voluto bene, e così anche io, molto. Un bacio, e un forte abbraccio a Manuela

Francesca Zoppi

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è stato con te di fianco che ho scritto il mio primo articolo sul Kosovo. è stato con te di fianco che ho avuto per la prima volta la sensazione che potevo farcela anch'io, a scrivere di temi così difficili che non basta una vita per sviscerarli. Mi hai firmato la lettera di presentazione per lo stage alla commissione europea, scherzando sul fatto che non conoscevo ancora come funzionava, che non bastava certo una tua lettera per entrare lì dentro. mi ricordo quando stavamo a bocca aperta davanti alla tv che trasmetteva gli attentati di Londra una mattina del 2005, ma mi ricordo anche tante risate, le tue battute nella ricerca di un titolo, nel commentare una notizia.
Immaginavo che passando in redazione, uno di questi giorni, ti avrei trovato lì, come al solito. E voglio continuare ad immaginarti così.

Fra

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Caro Marco,
ricorderemo sempre la tua grande intelligenza al servizio dei bisognosi. Ci lasci un incolmabile vuoto. La tua vita sarà senzaltro un immenso esempio per tutti.
I tuoi amici

Anna Carlos Ramirez
Il Tagliere

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Che dire, un amico dopo trent'anni è più che altro un fratello.
Puoi anche non parlargli per mesi, ma poi quando capita è come se ti fossi visto il giorno prima, e non è così scontato.
Per questo, inesorabile, continuerò a chiacchierare con lui, con il suo sorriso i suoi occhi e l'ironia prima di tutto, su tutto.
Non certo per superficialità, ma per leggerezza, quella che ci manca sempre sul più bello.
Voglio dire che sono orgoglioso di essere suo amico, ma soprattutto so che il suo sorriso e i suoi occhi sono nel ricordo mio e di carla, che oggi compie dieci anni, che lo ricorderà come il papà di ronny e che è, guarda un po', voglio pensare suo amico.
È così che domani rivedrò i suoi occhi felici.
Oltre naturalmente in quelli di manu, donna d'acciaio, cui va il mio massimo affetto, oltre che rispetto.

dego

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Il sentiero si faceva sempre più stretto, ma tu continuavi a camminare sorridendo.
Ciao bel ragazzo, ciao manu e ronnie

pietro e alba

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Hai ragione tu Maso, per Marco ci vuole un sorriso. Un sorriso come il suo, tenace contro tutto.
Anche contro le mie minacce di tagliargli il ciuffo.
Ciao Marco "ciuffettino".

Roberta

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L' ho conosciuto appena ma so già che ci mancherà.
Un abbraccio a tutti voi di PeaceReporter.

Mario Spallino

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Ricordo insieme a voi il sorriso aperto, l'entusiasmo, la generosità di Marco Formigoni. L'avevo conosciuto come voce giovane ma competente di "Radio Popolare", ho avuto la fortuna di lavorare con lui a "Pinocchio". Per lui il giornalismo non è stato mai un mestiere da "carriera", neanche in Rai: prevaleva sempre e comunque l'impegno, la responsabilità sociale. Vissuta con allegria.
Abbraccio sua moglie e suo figlio, me lo porterò sempre nel cuore.

Gad Lerner

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Ti scrivo dai Balcani, dai posti che hai raccontato e hai fatto conoscere durante gli anni della guerra da quelle parti. Ricordo l`orgoglio della tua firma sulla prima pagina de "il manifesto" appesa in camera da letto nella vecchia casa di via Pier della Francesca.
Ti ricordo come un grande in quasi tutto: dall`essere giornalista alla famiglia che hai costruito con Manuela, senza dimenticare l`abilita` in cucina ovviamente, il quasi si riferisce all`abilita` di cestista. Non me ne volere.

Matteo

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Caro Marco,
ricordo il garbo e la fermezza con cui difendevi Clementina dall'assalto dei cronisti come me, che cercavano di spremere qualche notizia dalla sua inquietudine, dopo la liberazione. Ricordo di averti sinceramente ammirato, perché c'era qualcosa di sinceramente fraterno, quasi d'altri tempi, in quel volerla preservare da una curiosità, seppur professionale, che avrebbe potuto sconfinare nel gossip e in quella volgarità a cui ci siamo tanto assuefatti. Eppure, al contempo, c'era un rispetto profondo verso i colleghi, che in fondo erano lì semplicemente a fare il proprio lavoro. Una mediazione tra due esigenze, condotta in modo perfetto. Non solo professionale. Umano. Tutto qui, mi mancherai non solo come collega e come esempio, ma come uomo
Buon viaggio nel vento, ragazzo

Enrico Fovanna

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Ho aperto peacereporter, come quasi ogni giorno, con l'idea di cercare un articolo letto ieri e invece......ho incontrato Marco. Il suo viso e il suo sorriso al sole, quella gioia profonda che traspare dai suoi occhi chiusi. Ed ecco che la sua vita, anche se ora andata altrove, entra nella mia casa e nel mio cuore così come già da tempo erano entrate le sue parole, le sue testimonianze, i suoi articoli. Penso al suo bambino, alla sua Manuela che io non conosco né conoscerò mai, leggo le parole di Maso e di tutti quelli che lo hanno amato, lo hanno conosciuto, hanno condiviso con lui una qualunque cosa e scopro, o meglio, ri-scopro che "tempo, spazio, distanza" non hanno alcun significato perché ciò che unisce due vite, o mille, va molto oltre tutto questo. E allora........ti abbraccio Marco e ti mando un sorriso, un pensiero, un grande grazie.

Sabina

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Non l'ho mai conosciuto direttamente ma la sua voce attraverso i microfoni di radiopopolare ha riempito le interminabili giornate che ho passato a letto per un lungo periodo di tempo. Ho potuto così apprezzare la sua professionalità, la sua ironia, l'amore per la giustizia e la verità. Ultima grande sua testimonianza è stata per me la lettera che ha scritto in occasione della morte di Abba.
Al suo bambino vorrei dire che il suo era veramente un grande papà!
Ciao Marco

Roberta

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Se mi ricordo ogni momento della nostra amicizia, dal primo autografo che ti ho fatto firmare la sera che in P.ta Vittoria avevi saputo della vittoria a Venezia del corto in cui "recitavi" all'inaugurazione della nuova casa con la splendida Manuela, dall'aiuto datomi nel momento di decidere il mio nuovo incarico (sempre con Manuela) alle serate passate a ridere a casa mia, alla Bodeguita o in giro per Milano di notte, un motivo ci sarà... tu sei e sempre sarai MAGICO.

Grazie e un bacio a te, Manuela e Ronaldo

Lele Ardizzi

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Cari amici
abbiamo appena saputo della scomparsa prematura di Marco.
Noi tutti lo ricordiamo come un giornalista e un amico, che ha sempre seguito i temi a noi cari, come la questione per l'accesso ai farmiaci essenziali.
Una persona da cui abbiamo avuto modo di imparare molto.
Ai famigliari di Marco e a tutti i suoi colleghi di PeaceReporter., vanno in questo momento i nostri pensieri.
Vi siamo molto vicini e vi stringiamo in un forte abbraccio.

Barbara, Sergio Kostas, Andrea, Gianluigi, Giorgio e tutti gli amici di Msf

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La storia siamo noi ma anche grazie a chi come Marco ha lavorato con passione e competenza nel raccontarcela.
I suoi servizi a Radio Popolare hanno avuto il pregio di saperci descrivere con grande umanità e partecipazione la prima guerra del golfo, il conflitto dei balcani e tanto altro ancora.
Sapeva mescolare il distacco del cronista all'uomo che vive e soffre per gli eventi tragici che per lavoro e passione raccontava.
Ricorderemo il suo lavoro, la sua voce, il suo impegno e ancora di più utilizzeremo quanto ha fatto per sperare e lottare per un mondo migliore.
Ci uniamo al dolore della famiglia e alla redazione di PeaceReporter.

Nino Romeo

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A Marco.
Oggi, stanotte, ieri, giovedì scorso, venticinque anni fa.
Un affetto al quale non mi ritrovavo a pensare da tanto tempo così intensamente, forse perché parte naturale di un quotidiano scontato, e poi una maledetta malattia e un terribile improvviso distacco, mi hanno inevitabilmente fatto riaffiorare sentimenti di una vita che oggi sento l'esigenza di scrivere. Scrivere a chi? Forse scrivere a te.
Parte di un'adolescenza passata insieme, i pomeriggi a casa tua ad ascoltare Cat Stevens, Jackson Browne, I Rolling Stones, David Bowie e i Supertramp !!! Concerto per il Bangla Desh! Con la sottile gelosia incrociata tra tua sorella, amica di sempre e per sempre, me e te!
E oggi vedere il grande uomo che eri diventato, col coraggio e la profondità di grandi ideali dimostrati tutti i giorni con i fatti che hanno fatto di te un uomo coerente e meraviglioso e che sapeva scrivere, cosa che in questo momento mi rendo conto di non sapere proprio fare.
Quel dono che mette tutte le parole in fila e sa creare grandi emozioni.
Le mie emozioni restano inciampate in parole che vorrebbero essere altre, ma non importa, il dolore di averti perso ora è l'unica cosa che riesco a provare.
Il primo amore non si scorda mai!
Buon viaggio, sono tanto contenta di averti incrociato in questa vita.

Chiara

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Ti ho conosciuto nei lontani anni della scuola media e in quelli successivi del liceo...
Poi un'estate ci siamo ritrovati per caso in un villaggio turistico...
Poi a un certo punto ho ritrovato la tua voce che usciva dalla radio della mia cucina...
Anni dopo, solo qualche mese fa, ti ho ritrovato fa nel bar qui sotto di via meravigli.
Abbiamo bevuto un caffè e chiacchierato come se riprendessimo un discorso della sera prima.
Un filo sottile ma lungo e resistente.
Un abbraccio a Laura.

Giacomo Galli

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Marco è una voce che ricordo, un viso visto in foto durante il periodo del sequestro delle due ragazze di un ponte per bagdad.
Un viso da bravo ragazzo, una voce di uomo acuto, intelligente, ironico.
Anche se non l' ho mai conosciuto davvero, questa mattina la notizia mi ha fatto comunque piangere, come per la perdita di un amico.

Laura Casati

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Conoscevo Marco di viso per averlo visto su Sei Milano varie volte. Ma quando mi rivolsi a Peacereporter per proporre alcuni pezzi di esteri, mi trovai di fronte lui e fu subito amicizia. Non posso dimenticare il suo carattere gioviale, il suo ottimismo, la sua voglia di scherzare.
Di lui ho un ricordo scolpito nella memoria: la sera della notizia della liberazione di Clementina Cantoni lui sul portone di casa Cantoni insieme al padre di Clementina a tenere a bada un esercito di cronisti che rivolgevano loro le domande più ovvie e insieme più stupide. Incrociai il suo sguardo. Marco, mentre parlava in diretta nazionale, mi fece un sorriso di complicità e alzò il pollice in segno di soddisfazione.
La settimana dopo lo intervistai sulla sua esperienza di portavoce della famiglia Cantoni su un piccolo mensile. Era così orgoglioso di quel piccolo mio tributo, che, mi raccontarono i suoi colleghi, lo appese orgoglioso in redazione.

Michele Novaga

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Vorrei ricordarlo con il "microfono aperto", come quello che conduceva
su Radiopop tanti anni fa. Teneva assieme le voci, le storie, le
speranze, le indignazioni, e dava loro un'anima. Ci raccontava quanto
di bello (il più delle volte, di brutto) accadesse nella nostra città.
Era appassionato, curioso. Un giornalista.
Ciao Marco, un abbraccio a Manuela e al tuo bimbo.

Paolo Repetto

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Essergli stati vicini nella vita, oltre che in molte attività, ci induce a ricordare
Marco con uno sguardo al futuro più che al passato, a guardare lontano con la certezza che nessun confine ci divide da nulla. Con affetto

EMERGENCY

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Negli studi, allora, si poteva fumare.
E tu fumavi. Una volta hai scambiato la mano di chi ti stava di fianco per
un posacenere. L'urlo di dolore del conduttore del giornale radio, in onda,
si era sentito benissimo. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Ti voglio bene

Massimo Rebotti

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Chi era Marco?
Era una persona buona e un ottimo giornalista.
Era una persona sincera e vera.
Era un ragazzo come noi nel 1998, quando iniziammo la nostra avventura a Radio Capital.
Era una persona che sapeva prendere per il culo anche noi tre, stampando finte agenzie che noi finivamo sempre per leggere in diretta.
Era un ragazzo come noi.
Era un ragazzo che diceva "siete in gamba, farete strada" e probabilmente ci credeva più di noi.
Era un ragazzo che rincontravi a Bergamo dove premiavano PeaceReporter e ci abbracciava con lo stesso slancio di sempre.
Era un ragazzo che ci mancherà da morire.
Ciao Marco

Gabriele, Furio e Giorgio
(che sarebbero il Trio Medusa, N.d.R.
)

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Mi stupivi, ho sempre pensato che eri una grande persona. Integra, piena di slanci, di fede, di risate, di contentezza. Ecco, di semplice infinita contententezza. Ricordo quando finalmente è arrivato Ronaldo... ricorderò sempre la tua felicità. Ciao Marco.

Andrea Zingoni

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Ci siamo frequentati poco, ma quel tanto che mi è bastato per capire la persona fantastica, sincera e sempre disponibile che eri. Sono veramente addolorato. Penso già che la prossima partita che "conta" della nostra amata squadra di calcio, non la vedrò più insieme...Stai tranquillo che saremo vicino a Ronaldo e Manuela ad ogni situazione.Un abbraccio

Edy

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.... da oggi ci sarà un voce libera in meno. L'addio di Marco segna una grave perdita per l'informazione già fragile di questo Paese. Marco ci ha accompagnato per anni con i suoi reportage precisi ed indipendenti, con lui un'altra informazione era possibile.

Ci mancherà il suo contributo, ma sarà nostro impegno fare nostre le sue battaglie e non dimenticarci mai il suo messaggio principale, ossia quello di vivere in pace in un mondo di pace.
Ciao Marco.

Irma Dioli

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ciao Marco,
chi se la dimentica più la tua voce! Da Radio Popolare ti abbiamo ascoltato tante volte ; ci hai informato, ci hai parlato,qualche volta ci hai commosso e ci hai anche molto divertito(che spasso quel Border Trophy!) e ci è dispiaciuto molto quando te ne sei andato , ma....Ma ci hai fatto conoscere altre cose , altre realtà , che sono entrate nella nostra vita in pianta stabile.Mi riferisco in particolare a Peacereporter che ,per quanto mi riguarda, è entrato in casa mia e mai più se ne andrà.Non so se ti sei mai reso conto del bene che ci hai fatto, di quanto bene ci hai voluto,quanto grande fosse l'amicizia che ci hai donato. Per tutto questo ti vogliamo rinraziare, per tutto questo non ti potremo dimenticare.Hasta siempre caro Marco. Un abbraccio forte forte a Manuela, al tuo dolce ometto , a Maso e a Peacereporter.
Con tanto affetto

Mariadele Frigerio e Aurora Bevilacqua

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Ciao Marco.

Ci siamo conosciuti nel 1970: prima elementare in via giacosa, a milano. Siamo diventati amici come lo diventano i bambini, facilmente e senza problemi. Migliaia di partite di calcio, tanti pomeriggi insieme a casa o ai giardini. Poi ognuno è andato per la sua strada, ma ogni volta che ci siamo rivisti è stato un piacere tornare un po' piccoli, con la tenerezza e l'affetto che si prova solo per chi è stato importante all'inizio della nostra vita.
Siamo partiti insieme per il nostro viaggio, il tuo è stato troppo breve, ma bellissimo e pieno di soddisfazioni. E in qualche modo continuerà nei ricordi di chi ti ha conosciuto.

Ciao

Matteo

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Grande Marco,
abbiamo lavorato e vissuto insieme l'avventura di MyTv, tu caporedattore della prima tv nata sul web, abbiamo sognato e ti ho imparato a conscere per la bellisssima persona che sei, per il tuo modo di volere vedere il mondo, per l'amore per il lavoro, per la passione ed il rigore con cui ci facevi capire cosa voleva dire fare seriamente reportage e giornalismo, noi così cialtroni ed un po' improvvisati. E la tua gioa all'arrivo di Ronnie. E poi l'Inter e la tua rabbia quando hai dovuto seguire l'orribile ed arrogante Juventus Channel.
Un grande dolore, una grande rabbia, il senso di una grande ingiustizia. Per tutti quelli che ti hanno conosciuto una grande mancanza.
Un abbraccio forte a Manuela ed a Ronnie.

Benny Habib

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Tre immagini, se penso a te.
Una stanza con due scrivanie e una stampante, nella quale abbiamo cominciato a ridere e lavorare per costruire la radio che non c'era.
Una ciotola d'insalata, davanti al computer ormai nell'open space, mentre maledicevi la mancata pausa pranzo e l'abbrutimento del mangiare davanti alle notizie.
Una foto con il tuo bambino. La felicità.
Manca la forza, adesso...

Ciao

Laura Pertici

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Eccoti, Marchino, che sorridi soddisfatto e ti godi il sole! Solare è l'aggettivo giusto per descriverti, mai umori scuri, non lasciavi mai trasparire le tue preoccupazioni......
Il tuo sorriso, il tuo buonumore trascinante e la tua intelligenza vivace rimarrà con noi, per sempre.

Dona Marco Lorenzo

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Ho imparato ad apprezzare la professionalità, il cuore e l'intelligenza di Marco Formigoni ascoltando i suoi servizi, i reportage, i microfoni aperti trasmessi sulle frequenze di Radio Popolare/Popolare Network tra il 1993 e il 1995. Per me era una voce familiare, benvenuta in casa anche se non ci siamo mai conosciuti.
Stamattina, la notizia della sua morte è stata un fulmine a ciel sereno perché nel mio immaginario Marco era rimasto un ragazzo, ancorché cresciuto e maturo.

Marcello Piras

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Provo rabbia, tanta, mista a un dolore profondo. Oggi un po' di quella PACE in cui Marco credeva se n'è andata con lui, chissà dove? Già, perché sono sempre i migliori che se ne vanno prima? lasciando posto, sempre più spazio, all'arroganza e all'ignoranza dei più che per tanti anni, lui, come pochi altri, ha cercato di combattere e arginare!!! Voglio continuare a crederci per non perdere la speranza, la fiducia nel genere umano. Lo devo alla mia piccola Ester di soli 3 mesi e mezzo!!!
Un bacio Marco, ovunque tu sia

Silvia Girolami

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Ho conosciuto Marco attraverso Radio popolare, sentendo le varie rassegne stampa che per un certo periodo teneva con regolarità: quello che più mi ha colpito era la sua comunicativa sembrava che fosse lì per te per spiegarti le cose...Poi la vicenda del rapimento di Clementina....unico portavoce della famiglia un incarico svolto con discrezione e passione... Insomma una persona 'calda' e presente con un entusiasmo raro. Un abbraccio a tutti

Chiara

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Caro Marco,
ti ricorderemo sempre alle nostre feste allegro, disponibile e
ironico...ci sarai anche alla prossima.
Saremo sempre vicini a Ronnie e Manuela.

la 5°C

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Con nostra figlia che ci chiama piangente dallo Zimbabwe ed i suoi fratelli che non si danno pace per non essere riusciti a vederlo da tanti mesi, ci troviamo qui senza sapere come consolare Carla, Manu e Ronaldo, perche' non solo per loro sei stato importante ma per noi tutti Cantoni. Grazie per la tua splendida amicizia.
Ciao portavoce.

Fabio e Germana

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Ciao Marco!

in realtà, io ti ho conosciuto come Rikki-tikki-tavi, il mio capo scout ai tempi dei lupetti.
poi, anni dopo, ho sentito la tua voce alla radio...sempre la stessa voce, sempre con quel piglio positivo.
E' una grandissima tristezza quella che stiamo provando oggi.
ciao Rikki!

Gaia Banfi

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Ciao Marco,
ma che ciao, che adesso non so più dove sei.
Ti avevo incontrato l'ultima volta (proprio l'ultima) a Milano, a un congresso di cuochi e gourmet. E noi come al solito a cazzeggiare, a rimediarci un bicchiere di spumante, una tartina, fra un commentaccio greve e una frase luminosa. Tu che scherzavi con mia figlia, lei che si vergognava o faceva finta. "Promesso che ci rivediamo quando vengo dalle tue parti: tanto sono giù presto". Poi al telefono, dal taxi: "Ma sai che sono proprio contento di averti rivisto?" "Ma anche io!".

Due anni a lavorare scrivania contro scrivania, nella Radio Capital che rinasceva. A Roma, lontano dalla Manu, ti eri scelto una casa buia che non ti somigliava e quasi maledicevi la città. Una sera sì e l'altra pure ci si sorreggeva con belle cene e vini grandi: la scusa per parlare di ogni cosa. Poi una casa più bella, a Trastevere. E quasi ti dispiacque di lasciarla. Però che gioia tornare a Milano, eh?

Non ci siamo mai persi, anche lontani. Le stesse idee, magari declinate in due lingue diverse. La tua famiglia, indicibilmente splendida. La tua risata, che era un diluvio.
E adesso ti piango, amico infinito.

Abbraccio fortissimo Manuela e Ronnie.
Ciao, bel ragazzo.

Paolo Volterra

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Il nostro incontro di anni fa lo ricordo sempre quando parlo nelle scuole di Peacereporter.
Il tuo entusiasmo e la gioia di vivere insieme a una grande umiltà.
Io che non sono del mestiere, ma solo un vecchio meccanico, ho imparato molto da te anche se più giovane.
Grazie per quello che mi hai insegnato, a avere forza nell'affrontare le difficoltà della vita.
Adesso abbiamo un dovere in più da compiere , continuare anche per te.
Arrivederci Marchino, arrivederci bel ragazzo
Ti voglio bene

Peru

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..difficile crederci quando succede.. L'ho incontrato poche volte, persona davvero cordiale, mi dispiace molto per questa perdita, un abbraccio,

Patrizia Viglino

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Marco. Ti ho conosciuto insieme alla tua bella e divertente famiglia su per le colline di Rocca de' Giorgi, tra amici, salamelle e buon vino.
Mi siete rimasti nel cuore. E non vi lascerò più andare.

Donata

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Con il presente, per esprimere le più sentite condoglianze a tutta la redazione e il personale,
distinti saluti.

Piero Di Martino.

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Marco resterà sempre nel mio cuore di amica e collega degli anni più belli e avventurosi a radio Popolare.
Abbiamo fatto tante dirette, tanti servizi insieme. Mi è stato molto vicino quando da Palermo dovevo raccontare i fatti tragici del '92.
Molte volte ridendo mi chiamava "terruncella".
Voglio ricordare per sempre la sua ironia, il suo sorriso e la sua vitalità.
Un abbraccio forte alla sua famiglia, in particolare a Manu e a Ronnie, i suoi grandi amori

Antonella Mascali

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un abbraccio sincero con la promessa che non dimenticheremo mai le splendide parole che hai scritto, le appassionate cose che hai fatto e soprattutto la bella persona che eri.

Michele

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Ciao a tutti,

conosco Marco avendo lavorato nello stesso periodo a Radio Pop, avendo le mogli amiche dello stesso giro e perche' ultimamente ci siamo incontrati alla scuola di circo dove vanno i nostri figli. L'ultima volta che ci siamo visti mi son sentito stupido: Ronaldo, Nina e i loro compagni avevano la parata inaugurale del Festival di Circo, io trafelato sono arrivato per fare le foto, quando dopo un po mi son trovato un ragazzo col naso rosso dei pagliacci che mi salutava. Avrei dovuto fargli festa sorridergli chiedergli parlare ridere scherzare complimentarmi (per Ronaldo, uno degli ultimi arrivati nella scuola ma a detta di Nina sa fare gia' molte acrobazie). E invece la sua fatica disegnata in volto mi ha spiazzato e non ho saputo reagire positivamente, come meritava una persona che nella difficolta girava con un naso da pagliaccio per far sorridere l'altro. Ti ringrazio per la bella lezione,

Alberto Villa

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da ieri ci penso, ciao bella persona, ciao bel cuore, ciao bella voce.
ti saluto e ti saluta anche giuseppe liverani da la habana, è lì per la biennale di cuba, in un paese che nemmeno tre uragani in pochi giorni sono riusciti a piegare.
tornando a noi, io so che il profeta di gibran la sa lunga quando dice ‘un attimo di riposo nel vento e un'altra donna mi partorirà'. la penso come lui.
ciao marco.

silvia palombi

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Ciao.

Non mi vengono le parole.
Avevo però bisogno di condividere con voi la tristezza mista a rabbia per l'addio a Marco che, come Angelo sa, avevo conosciuto bene negli anni della guerra in ex-Ju quando venivo in RP ad aiutare in redazione.

Vi abbraccio

Nicole

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Ma perchè se ne vanno sempre i migliori?

Ci mancherai troppo.

Un abbraccio ai famigliari

Vito

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Parole chiave: Marco Formigoni
Luogo: Italia