25/12/2003
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Intervista a Silvia Rodriguez, giornalista del quotidiano guatemalteco Prensa Libre
Oscar Berger e Alvaro Colom si disputeranno la presidenza del Paese,
il prossimo 28 dicembre. Sono i due candidati usciti favoriti
dalle elezioni dello scorso novembre, quelle che hanno messo
fuori gioco Efraín Ríos Montt , ex dittatore e genocida.
Sia Berger (del GANA, la Gran Alianza Nacional ) che Colom (della
UNE, la Unidad Nacional de la Esperanza ), sono sostenuti dal mondo
imprenditoriale. Berger ha alle spalle i grandi gruppi industriali,
Colom la piccola e media impresa. L'uno e l'altro vengono da due
mesi di campagna elettorale giocata sulle accuse reciproche e
poco sui programmi.
Abbiamo intervistato Silvia Rodriguez, giornalista del quotidiano
guatemalteco Prensa Libre . "Negli ultimi mesi - spiega - c'è stata una
fortissima campagna denigratoria, soprattutto nei confronti di Colom.
Lo si è accusato di avere vincoli con il partito al potere oggi,
l'FRG, il Frente Republicano Guatemalteco , a cui appartiene lo stesso
di Ríos Montt. Di programmi si è parlato poco".
Quale dei due candidati è il favorito? Vincerà probabilmente Berger, anche se con un margine minimo. I
sondaggi prevedono che la differenza non sarà superiore all'8 per
cento. Berger raccoglierà voti nella capitale, dove si concentra
il 30 per cento dell'elettorato.
Che differenza c'è tra i due? Poca: il programma di Colom è più 'sociale', tratta
con maggiore interesse scuola, servizi, sanità... Berger,
invece, sta chiaramente dalla parte dei grandi capitali nazionali
e internazionali. In particolare, punta ad un ampliamento delle
concessioni, cioè alla realizzazione e gestione di grandi imprese
pubbliche ad opera di privati. Ha dalla sua parte le industrie più
forti del Paese: Pollo Campero ,Cerveceria Centroamericana ,
l'industria dello zucchero e quella del rum, la Ron Botran , ad
esempio.
Berger, infine, lavorererà con ex funzionari del governo, Colom con un suo staff, meno numeroso e conosciuto.
Salute e istruzione sono i punti cardine del programma di entrambi... E' vero, sia Berger che Colom hanno detto di voler migliorare
l'istruzione gratuita e il sistema sanitario. Ma sono scettica sul
fatto che le promesse si trasformino in impegni reali.
Quale ricaduta avrà, nel Paese, la vittoria dell'uno o dell'altro? E' quasi indifferente. Senz'altro, Berger o Colom sono da
preferire a questo governo corrotto. Ma
entrambi sono imprenditori appoggiati dalla grande e media
idustria. Sarà questa a trarre beneficio dalla loro presidenza,
chiunque vinca.
Perchè nel Paese cambi davvero qualcosa, non bastano i loro
programmi. Servono modifiche strutturali che nè l'uno, nè l'altro
sembrano in grado di intraprendere.
Quali? Una riforma costituzionale, innanzitutto: senza modificare la
costituzione, è impossibile avviare qualsiasi programma in favore della
trasparenza.
In secondo luogo, occorre redigere un catasto, per sapere quanta
terra è disponibile, a chi appartiene, quale parte è dello
Stato e quale si potrebbe vendere. E poi intervenire
anche con espropri.
Il problema della terra, in Guatemala, è fondamentale. Da noi, la
ricchezza si concentra nel 10 per cento della popolazione ed è
strettamente legata alla proprietà terriera. Durante la guerra civile ,
con il pretesto di combattere la guerriglia, molte terre
sono state occupate dai militari e dai gruppi paramilitari .
Il 14 di gennaio Ríos Montt perderà l'immunità: cosa succederà dopo? Mi auguro che il nuovo presidente insista per portarlo in
giudizio. Sarà difficile, perchè l'ex dittatore è protetto
dalla grande mafia di questo Paese e dal narcotraffico. Nessuno ha
il coraggio di mettersi contro di loro. Non dimentichiamo,
infine, che tutta la famiglia di Ríos Montt
occupa posizioni strategiche di potere.
Paola Erba