In Giappone il Natale è legato ad un consumismo sempre più aggressivo
“Una delle esperienze negative della mia vita qui e' proprio il
Natale”, racconta a Peacereporter Padre Pino Cazzaniga, missionario del
Pime, che vive stabilmente in Giappone dal 1974.
“Ogni anno dall'ultima settimana di novembre tutti parlano del
Christmas . Ma sono pochi a sapere cosa sia davvero. Per i commercianti
e' l’occasione d'oro di aumentare le vendite. Supermercati, alberghi,
piazze, ristoranti mostrano ostentatamente un' atmosfera natalizia:
ovunque si vedono i santa (babbo natale) e christmas tree , gli alberi
di natale. Gli scambi di regali sono diventati un'abitudine. Il Natale
non viene celebrato il 25, bensì il 24 sera. La chiamano christmas
dinner .
Passata la serata, tutto scompare. Il 25 dicembre e' giorno lavorativo, terribilmente
prosaico”.
Il natale nipponico riserva tuttavia delle curiosità.
“A Yotsuya – continua il missionario - uno dei quartieri centrali di
Tokyo, c'e ' la chiesa cattolica gesuita di S. Ignazio. Durante
la notte di Natale e' gremita. All'ingresso vengono distribuiti
biglietti di due colori diversi: quelli per i cattolici e quelli per i
non battezzati. La cosa buffa è che i fedeli sono la stragrande
minoranza. Strano, visto che siamo in un paese che conta 35mila
cristiani su una popolazione di 124milioni di abitanti”.
“Al contrario, la festa piu' sentita qui è lo shogatsu , il capodanno, che comincia
il primo di Gennaio e dura tre giorni.
E’ da lì che emerge il vero Giappone, quello non patinato dalla cultura
occidentale. In quei giorni nessuna madre di famiglia cucina. I cibi,
tipicamente giapponesi e tradizionali, vengono preparati già prima
della fine dell'anno. Chi può, ritorna al paese di origine e
se pensiamo che l'urbanesimo di massa, in Giappone, e' un fenomeno che
risale solo alla seconda metà del '900, ci si può immaginare il
massiccio esodo dalle grandi metropoli verso la fine dell'anno.
Biglietti di treni e aerei vanno prenotati almeno mesi prima. In quei
giorni l'angolo di onore nelle case, il posto dove c'e' l'altarino
degli antenati, è visitato da folle. L’anno scorso almeno 80
milioni di persone si sono recate nei templi buddisti e scintoisti. La
sera del 31 dicembre, la prestigiosa televisione nazionale NHK
trasmette in diretta un programma di canzoni chiamato Kohaku .
Poi, d’un tratto, la trasmissione si interrompe e l'atmosfera si
fa sacra e devota. Le telecamere delle succursali della NHK in
tutto il Paese sono puntate su templi e chiese cristiane. Ovunque regna
sovrano il suono pigro delle grosse campane buddiste, che fa da sfondo
a lunghe file di pellegrini nei luoghi di culto”.