25/12/2003
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I bambini agli incroci vendono biro, chewing gum o chiedono l’elemosina
E' tempo di Natale in Costa Rica, benché il sole batta a
trenta gradi e il vento portando via le nuvole, sveli un cielo limpido
e azzurrissimo. Gli abeti addobbati sembrano fuori posto a queste
latitudini dove è appena arrivata l’estate. In questi giorni,
quello che attira l’attenzione, più degli ingorghi o dei babbi natale a
soldo, è la presenza di bambini agli incroci.
Sono aumentati con le festività e vendono biro, chewing gum o chiedono
l’elemosina. Sperano che l’atmosfera natalizia serva a rendere gli
animi più benevoli. Sono messi sulla strada dalle loro famiglie
per contribuire alla misera economia di casa. Una situazione
che colpisce il 20 per cento dei nuclei famigliari
costaricensi. L’opinione pubblica locale guarda a questo fenomeno
con perplessità, stupita che il benessere di cui ha sempre goduto il
Paese stia improvvisamente scomparendo.
I bambini che finiscono sulle strade sopravvivono ai bordi del Mercado
Central o della Avenida 10, coperti da cartoni per difendersi dalle
notti all’addiaccio. Di giorno si guadagnano la vita come meglio
possono. Chiedono l’elemosina per poi spenderla in una dose di crack.
La prostituzione, la piccola criminalità, il furto sono sempre dietro
l’angolo. Ci sono molte storie dietro i visi sporchi di questi bambini:
sfruttati, perseguitati, vivono in un sottomondo che entra nella
coscienza della gente solo quando diventano fatti di cronaca.
Nel 2003 sono stati 25 i bambini assassinati e 10mila le chiamate al
numero d'emergenza che raccoglie le denunce per maltrattamento. Un
numero altissimo visto che il Costa Rica ha solo quattro milioni di
abitanti. Ancora una volta la popolazione si stupisce che i
rapimenti, le violenze, gli stupri possano avvenire proprio nel loro
quartiere, nella casa accanto.
Il crimine contro Katia Vanesa González, una bambina di otto anni
rapita ed uccisa da due vicini di casa lo scorso agosto, ha spinto le
autorità a cercare misure repressive più dure per chi commette violenze
sui bambini.
Quasi un milione di persone in tutto il Paese ha firmato un
documento per chiedere al Congresso di velocizzare l'approvazione
di una nuova legge contro la criminalità. Per la società costaricense
il caso di Katia Vanesa ha rappresentato un duro risveglio. La realtà
infatti è risultata ben diversa da quella che si credeva, di un
ambiente dove l'infanzia fino a qualche anno fa era molto
tutelata. Solo a novembre ci sono state circa mille
chiamate per denunciare i maltrattamenti sui minori, anche di natura
sessuale. Mentre gli appelli si succedono e la televisione invita
ad essere più buoni, l´unica cosa certa è che per quei bambini agli
incroci il Natale sarà comunque amaro.
Maurizio Campisi
ha collaborato Alessandro Grandi