11/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



I due attacchi contro esercito e polizia nell'Ulster scuotono il processo di pace. Che si scopre essere meno solido del previsto

scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

Negli anni Settanta, due soldati britannici e un poliziotto protestante uccisi dai paramilitari cattolici nordirlandesi avrebbero faticato a trovare spazio sui giornali locali. Ma la storia dell'Ulster dell'ultimo decennio è quella di un accordo di pace che funzionava bene, per quanto tormentata è stata la sua gestazione. I due agguati degli ultimi giorni, proprio per questo, hanno sorpreso tutti. E ora l'Irlanda del Nord teme che una minoranza di irriducibili riporti indietro le lancette del tempo, strappando la regione alla normalità faticosamente conquistata.

Fiori a Massareene, luogo dell'agguato ai due soldati britannici uccisiCi sono voluti nove anni di beghe politiche, ma alla fine l'Accorco di Venerdì Santo del 1998 erano stato messo in pratica: le "sei contee", rimaste parte del Regno Unito, sono ora di fatto governate da unionisti (protestanti che vogliono mantenere il legame con Londra) e nazionalisti-repubblicani (cattolici che, con diverse sfumature, storicamente ambivano alla riunificazione con l'Eire). Ex nemici giurati, gente che non si era mai parlata, ora governa fianco a fianco. Belfast, depressa dopo trent'anni di "Troubles" e 3.500 morti, negli ultimi anni è rinata culturalmente e turisticamente. La polizia, una volta feudo dei protestanti e per questo disprezzata dai cattolici, è diventata decisamente più mista e rappresentativa. La volontà della stragrande maggioranza della popolazione sembra davvero quella di mettersi il passato alle spalle una volta per tutte.

Opinioni riflesse anche nelle parole delle istituzioni, che hanno condannato in blocco i due fatti di sangue. "Psicopatici criminali, determinati a mandare in rovina quello che il 99 percento dei nordirlandesi vuole", "nemici di tutta l'Irlanda", "un tentativo disperato ma futile di deragliare il processo di pace": i terroristi della Real Ira e della Continuity Ira - due dei tre gruppi di duri e puri staccatisi dal principale gruppo paramilitare repubblicano - sembrano rimasugli di un'altra epoca: erano passati dodici anni dagli ultimi omicidi settari di un soldato di Londra o di un poliziotto nordirlandese. Ma le loro azioni, per quanto sorprendenti, lo sono meno per le forze dell'ordine: negli ultimi mesi la minaccia di attacchi da parte di dissidenti repubblicani era stata alzata da "alta" a "grave". A fine 2008, era stata ritrovata un'autobomba con 140 chili di esplosivo.

Una scritta della Continuity Ira"Non so chi credono di rappresentare", spiega a PeaceReporter Louise McKeown, una giovane cattolica di Belfast. "Ogni persona che conosco è arrabbiata? E' sconfortante. Questo posto stava cominciando a essere vivibile, e ora vogliono mandare all'aria tutto quello che di buono si è fatto in dodici anni davvero positivi. Se ricominciano le violenze, io e mio marito penseremo seriamente di trasferirci con nostro figlio appena nato, fuori da questo Paese rimasto indietro nel tempo", dice.

Eppure, per quanto sia sincera la rabbia, c'è anche la consapevolezza che in Irlanda del Nord basta una scintilla per far scatenare un incendio. Sacche di potenziali tensioni - come i quartieri della working class protestante e cattolica divisi fisicamente da muri - non sono sparite. La situazione è particolarmente delicata per i leader dello Sinn Fein, l'ex braccio politico dell'Ira ora parte attiva del governo convidiso con i protestanti. Le loro risposte agli attacchi sono guardate con attenzione. E non è sfuggito il fatto che, mentre l'omicidio del poliziotto è stato condannato immediatamente, sono passate 14 ore dopo l'assassinio dei due soldati britannici per ascoltare le loro prime parole: difendere la presenza dell'esercito di sua Maestà in terra irlandese, per molti repubblicani, va contro decenni di aperta ostilità, che ha portato a considerare le forze armate un obiettivo legittimo. Le parole - e le mancate parole - di Gerry Adams e Martin McGuinness, leader storici dello Sinn Fein ed ex membri dell'Ira, sono monitorate con attenzione dai loro rivali, speranzosi di coglierli in fallo. Ma anche dagli irriducibili che mettono le bombe, desiderosi di rosicchiare consensi ai loro ex compagni.

Una scritta sul muro contro i soldati uccisiLe forze dell'ordine, dietro l'ostentata sicurezza che questi attacchi non rovineranno il processo di pace, sono in realtà preoccupate. Come reagire, di fronte a un nemico che colpisce così a caso? Una rafforzata presenza militare britannica nelle strade, oppure un'ondata di arresti da parte della polizia in aree repubblicane, rischierebbe di rendere più popolari gli estremisti, facendo riesplodere vecchi rancori. Una mancata risposta potrebbe spingere queste teste calde a osare ancora di più. Se a quel punto fossero i paramilitari lealisti (protestanti) a risvegliarsi, anche solo per vendetta, il vaso di Pandora potrebbe riaprirsi. E tra una settimana c'è San Patrizio, patrono degli irlandesi: un giorno di eccessi alcolici per i giovani repubblicani, spesso a poche decine di metri da quartieri dove si canta invece "Dio salvi la Regina".