23/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Le delegazioni israeliana e palestinese presentano l’Accordo di Ginevra
scritto per noi da
Maurizio Debanne
 
Su invito del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, Yossi Beilin, già Ministro della Giustizia israeliano e Yasser Abed Rabbo, già Ministro della Cultura palestinese, sono stati ricevuti in Campidoglio da Veltroni. Il sindaco di Roma ha aperto l'incontro dichiarando che "gli accordi di Ginevra raccolgono la voce di una vasta parte dei due popoli, quella liberale e moderata, che non solo ritiene necessario arrivare al reciproco riconoscimento del diretto vivere in pace, ma che ha sempre sostenuto la possibilità concreta di farlo".

Secondo Veltroni, uno degli argomenti principali di chi ha finora impedito uno sbocco pacifico alla questione israelo-palestinese, è stato quello di sostenere, da ambo le parti, che le varie ipotesi di conciliazione comportano concessioni e rinunce troppo dolorose, per gli uni come per gli altri. "Ma non è forse l'attuale situazione di conflitto - si domanda il sindaco - a causare i maggiori disagi e le maggiori rinunce?", Dopo l'intervento di Veltroni ha preso la parola Janiki Cingoli, direttore del CIPMO (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente) che ha costituito un Comitato italiano di Appoggio al "Patto di Ginevra" al quale hanno già aderito tutti i partiti del centro sinistra, CGIL, CISL e UIL e tante altre organizzazioni. Cingoli ha però precisato che questo Comitato, nato per sostenere e diffondere questa iniziativa di pace, "non va ristretto ad alcune forze politiche ma va allargato a tutta la società civile".

A conclusione del suo intervento Cingoli ha dichiarato che, a suo avviso, la principale peculiarità dell'Accordo di Ginevra è di avere alla base un nuovo approccio per risolvere il conflitto tra israeliani e palestinesi: "I promotori dell'iniziativa non partono dalle colpe reciproche ma da come poter costruire in concreto il futuro". L'incontro è poi proseguito con gli interventi di Beilin e Rabbo. Beilin ha affermato che a differenza dei piani precedenti ed attuali, come la road map, nei quali si tende a rinviare a una data futura la risoluzione delle controversie, l'Accordo di Ginevra dà una risposta concreta e immediata ad ogni questione del conflitto.

Rabbo ha da parte sua dichiarato che "nessun passo unilaterale potrà mai portare ad una pace tra israeliani e palestinesi" ed è per questo che l'Accordo di Ginevra propone una "soluzione equilibrata" che dimostra che "le ambizioni di entrambi i popoli non sono inconciliabili". Nel pomeriggio Beilin e Rabbo, accompagnati da Cingoli, sono stati ricevuti dal ministro degli Esteri Frattini alla Farnesina.

I promotori dell'Accordo di Ginevra hanno illustrato i contenuti della loro iniziativa e le future prospettive. Il Ministro Frattini ha espresso apprezzamento per "questa iniziativa che aiuta ad accrescere, presso le opinioni pubbliche israeliana e palestinese, la consapevolezza degli sforzi necessari da entrambe le parti e delle concessioni reciproche che dovranno essere fatte per giungere a una soluzione negoziata del conflitto in Terra Santa". Infine, Frattini ha precisato che "la road map resta l'unica base per l'immediata ripresa del negoziato tra le parti, con l'obiettivo di una pace globale, giusta e duratura in Medio Oriente". 

 

 
Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Israele - Palestina