09/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Pyongyang alza la voce contro Usa, Giappone e il Sud: guai ad abbattere il nostro satellite

scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

Pyongyang lo ripete ogni anno in questo periodo: le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti sono "un preludio all'invasione e alla guerra nucleare". Una formula sentita talmente tante volte da non costituire neanche più notizia. Ma stavolta, al culmine di un mese in cui ha dato vari segnali di irrequietezza, il regime di Kim Jong-Il ci è andato giù più pesante del solito: nei 12 giorni delle esercitazioni, iniziate oggi coinvolgendo decine di migliaia di soldati, "non potrà essere garantita la sicurezza dei voli civili" che sorvolano la costa orientale del Paese. E qualsiasi tentativo di abbattere il satellite che Pyongyang si appresta a lanciare, ha aggiunto il regime, sarà interpretato come una "dichiarazione di guerra".

Una parata militare a Pyongyang“Se i nostri nemici opteranno incautamente per intercettare il nostro satellite, le nostre forze armate rivoluzionarie lanceranno senza esitazione una giusta operazione di rappresaglia”, ha dichiarato il comando generale dell'esercito nordcoreano, indicando Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone come possibili obiettivi. “Anche se fosse a scopi pacifici, sparare al nostro satellite significherebbe guerra”. Il problema è che quel “satellite”, credono i servizi di intelligence dei Paesi in questione e diversi analisti, è piuttosto un missile intercontinentale Taepodong-2, già testato (con risultati miseri: si schiantò dopo 40 secondi) da Pyongyang nel 2006. Se funzionasse, però, sarebbe capace di raggiungere l'Alaska e le isole Hawaii.

Una foto di Kim Jong-Il recentemente diffusa da PyongyangAnche per questo, alcuni osservatori interpretano la minaccia di abbattere gli aerei civili sudcoreani come un tentativo di avere campo libero per effettuare il lancio, satellitare o missilistico che sia. La rotta sopra la costa orientale del Paese è utilizzata in pratica da tutti i voli in partenza da Seul con destinazione gli Stati Uniti: dopo quel percorso iniziale, passano sopra la penisola russa della Kamchatka e poi riscendono puntando l'America. Per ogni aereo che transita nello spazio aereo nordcoreano, Pyongyang riceve 500 dollari: si calcola che ogni giorno siano 33 i voli che percorrono tale rotta. Tre compagnie aeree non hanno perso tempo a pensare quanto la minaccia sia seria, e hanno già modificato il percorso dei voli: ciò aggiungerà un'ora al viaggio. L'appello del governo sudcoreano, di "ritirare immediatamente le minacce militari contro i voli civili", è caduto nel vuoto.

Di certo, Pyongyang sembra voler alzare la posta. Da quando il presidente sucoreano Lee Myung-bak ha annunciato la revisione della politica di aiuti alimentari al Nord di Seul - niente doni incondizionati, d'ora in poi saranno spediti solo se accompagnati da passi concreti nello smantellamento del programma nucleare - la distensione degli ultimi anni tra i due Paesi è diventata ben presto un ricordo. La Corea del Nord ha stracciato tutti gli accordi di pace con il Sud, ha cacciato 700 persone che lavoravano nella speciale area di collaborazione economica al confine, e ha fatto capire di non avere esitazioni a passare alle vie di fatto militari. La segretezza che circonda la cricca di Kim Jong-Il - rieletto ieri al Parlamento, in elezioni-farsa dove si presenta solo un candidato per seggio - rende impossibile capire se si tratti di minacce serie o di un grande bluff, per ottenere nuovi aiuti economici e alimentari nell'ambito di un compromesso con gli Stati Uniti.

Contadini nordcoreaniNonostante sia dotata dell'arma nucleare, la Corea del Nord continua infatti ad avere difficoltà a sfamare i suoi abitanti, sempre che ciò interessi al "grande Leader". Dopo le carestie degli anni Novanta, che si calcola abbiano causato almeno un milione di morti, l'agricoltura nordcoreana rimane incapace di soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale. Da una parte il territorio non offre abbastanza terra coltivabile, dall'altra il sistema economico rigidamente centralizzato non può permettersi il carburante o i macchinari per un'agricoltura intensiva. Secondo Good Friends, un'associazione di beneficienza buddista con contatti in Corea del Nord, il Paese è al momento impegnato in una massiccia campagna di produzione di fertilizzante ottenuto mescolando cenere e gli escrementi degli abitanti. I risultati di una tale malgestione, con conseguente malnutrizione, si vedono, letteralmente, sulla pelle dei nordcoreani. Nell'ultimo decennio, secondo un centro di Seul che accoglie chi scappa dal Nord, i rifugiati arrivati al Sud erano più magri di 12 chili e misuravano 15 centimetri in meno dei loro coetanei sudcoreani.