02/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Socialisti in posizione chiave, dopo elezioni distorte dall'annullameto di due sigle elettorali indipendentiste

Fine di un'era? Forse. Difficile valutare il voto depositato nelle urne dai cittadini baschi per il rinnovo del governo locale. Ma ci sono tre punti di netta evidenza.

Il primo. Il Partido nacionalista vasco (Pnv) mantiene la supremazia nei voti, ma non ha i numeri per formare il governo. Il risultato elettorale è di successo: un seggio in più (è arrivato a quota 30). Ma l'alternativa socialista ha fatto, in termini assoluti, di più: quarantamila nuovi voti, sei seggi in più e si candida a esprimere il nuovo lehendakari, il nuovo presidente. La destra popolare non perde tutti i seggi previsti dai sondaggi. E la scissione socialista di Rosa Diez si porta a casa un seggio, determinante. Fra i nazionalisti, male per Eusko Alkartasuna, che quattro anni fa correva insieme al Pnv, mentre Aralar, la scissione del movimento messo fuori legge Batasuna, prende 4 seggi (+3). Male la Izquierda unida basca. E poi il grande assente: Demokrazia Hiru Milioi, (D3m, democrazia tre milioni), sospesa dall'Audiencia Nacional e annullata dal Supremo, perché contaminata da presenze di ex di Batasuna, quindi vicino all'Eta, secondo un teorema politico giudiziario firmato Baltasar Garzon. D3m ha votato nullo: i militanti si sono portati la propria scheda da casa, giallo oro, e l'hanno deposta nell'urna. Risultato: 101.000 voti, sette seggi virtuali ( chi li avrebbe persi dell'attuale schema dei voti scrutati?). Adesso via alle speculazioni. Socialisti e popolari possono proporre una maggiornaza inedita: programmaticamente sono nemici giurati, a parole. Ma sono partiti costituzionalisti spagnoli e per la conquista del Paese basco tutto vale. Non è detta l'ultima parola, perchè sarà il Pnv di Ibarretxe a iniziare le consultazioni. E perdere la maggioranza nel parlamento e la presidenza significa perdere tutta la torta economica di una realtà molto dinamica. Tradotto: una montagna di soldi.

Il secondo. Javier Arzalluz, il padre nobile del Pnv, uno dei fondatori della democrazia cristiana europea, killerata dagli Aznar e Berlusconi che hanno cacciato il Pnv dal Partito popolare europeo. A urne scrutate Arzalluz ha definito queste elezioni nel Paese basco come “poco pulite e un imbroglio, uno sgarro alla democrazia”. Il riferimento era all'assenza delle due liste indipendentiste e di sinistra D3m e Askatasuna, che il tribunale supremo spagnolo ha dichiarato nulle pochi minuti prima che iniziasse la campagna elettorale e che il giudice Garzon ha sospeso per tre anni nelle loro attività, così da cercar di evitare atti pubblici e diffusione delle schede per il voto nullo (ci sono stati arresti e perquisizioni). Il punto è dirimente: c'è una parte della società basca che in questa tornata elettorale non ha avuto opzione politica. Stampa spagnola e politici hanno una risposta a tormentone: sono liste legate a Batasuna, il movimento messo fuori legge grazie alla legge dei partiti licenziata in era Aznar da socialisti e popolari nel patto di Stato contro il terrorismo. Quelle liste non si sono potute presentare perchè “contaminate”, orribile parola che giustifica la definizione di 'apartheid politico'. Sarà un caso, ma il voto basco dice che grazie a quella legge dei partiti ora sarebbe possibile poprio un esecutivo targato PP-Psoe. La stessa Onu, nell'ultimo rapporto del relatore speciale, definiva eccessive e sproporzionate le contromisure legali contenute nella Ley de partidos politicos.

Il terzo punto. È un'analisi tutta interna alla sinistra indipendentista, sulla scorta di dati ancora troppo freschi. In generale la chiamata al voto nullo ha retto (101.000 voti). Un dato molto significativo, ma insufficiente oggi come sul prossimo breve periodo, tenendo conto che Aralar – indipendentista, ma contro la lotta armata - ha conseguito un risultato che ha un significato interessante. Per capire qualche cosa di più, sempre in una analisi non sedimentata, vediamo il risultati di una storica roccaforte della sinistra indipendentista: Hernani. Qui nel 2005 Acion nacionalista vasca, che in questa città era stata ammessa al voto, mentre in altre località non c'era sempre per la 'contaminazione', fece il pieno dei voti. Quattro anni dopo vede sempre un risultato consistente per il voto nullo, ma anche un forte astensionismo. C'è malessere, lo si sapeva già da prima delle elezioni, all'interno della sinistra indipendentista. Infine una domanda azzardata: l'appello di Eta, a un giorno delvoto, con l'indicazione per la scheda nulla, avrà fatto davvero piacere a molti esponenti carismatici della politica di sinistra e indipendentista?

Angelo Miotto

Parole chiave: Euskadi, Ibarretxe, D3m, Batasuna, Psoe, Pp
Categoria: Diritti, Elezioni
Luogo: Spagna