02/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nella capitale Yerevan si chiedono elezioni e la liberazione dei prigionieri politici

Migliaia di sostenitori dell'opposizione hanno manifestato domenica a Yerevan, capitale dell'Armenia, per chiedere elezioni anticipate e la liberazione dei prigionieri politici. Si tratta delle manifestazioni più violente dal post-indipendenza.

Gli scontri di domenicaIl leader dell'opposizione, l'ex presidente Levon Ter-Petrosian, sostiene che il governo dovrebbe aprire il dialogo con le opposizioni. L'anno scorso gli scontri tra polizia e attivisti di sinistra costarono la vita almeno a 10 persone. Serzh Sarkisian sconfisse Ter-Petrosian alle scorse elezioni presidenziali e da allora scoppiarono le proteste, spesso violente. Più di 100 persone sarebbero state arrestate. 'Libertà per i prigionieri politici': è questo lo slogan più gridato per le strade del centro di Yerevan, oltre ai canti inneggianti a 'vittoria e libertà'. Ter-Petrosian incita i suoi militanti accusando il governo di ''non aver fatto nulla per instaurare la democrazia nel Paese''. I manifestanti si dichiarano ''pronti a continuare la lotta'' e ricordano che nuove proteste dell'opposizione si terranno il 1 maggio. Il corrispondente locale per la BBC Tom Esslemont sottolinea che ''profonde divisioni rimangono nella società armena''. Da allora, oltre 40 persone hanno sperimentato il carcere, tra i quali l'ex ministro delgi Esteri, Alexander Arzoumanian. Human Rights Watch ha detto la scorsa settimana che l'attenzione ai diritti umani dovrebbe essere una priorità per il governo, ma le violazioni rimangono eccessive.

Categoria: Diritti, Elezioni, Guerra
Luogo: Armenia