19/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Brasile chiede che anche i minorenni siano messi in prigione
BambiniIn carcere già a sedici anni. A chiederlo è l’89 per cento dei brasiliani. E’ quanto emerge da un’inchiesta voluta dall’Ordine degli Avvocati del Brasile ( Oab ) sull’onda della reazione avuta dall’opinione pubblica brasiliana dopo l’ennesimo efferato delitto, accaduto a metà novembre, per mano di un ragazzo di sedici anni.

Una adolescente di San Paolo e il suo fidanzato, usciti di casa di nascosto dai genitori per passare assieme un fine settimana, sono stati assassinati da quattro persone: tre adulti con problemi mentali e un ragazzino. In particolare, a scatenare la più totale indignazione è stato l’accanimento dei quattro assassini sul corpo della ragazza, che è stata quasi decapitata e pugnalata sedici volte.

 Un delitto che ha riportato alla ribalta delle cronache la grave emergenza criminalità, che coinvolge l'ntero Brasile. La violenza rappresenta la principale causa di morte tra i giovani: sette minorenni vengono uccisi ogni giorno (Statistica dell’Instituto brasileno de Geografia y Estatistica Ibge) e una buona parte per mano di altri adolescenti. Il padre della vittima, Ari Friedenbach, ha proposto sia un indurimento della pena per omicidio sia un abbassamento dell’età della responsabilità penale. E ha chiesto un plebiscito.

Molti media brasiliani, divulgando i particolari dell’omicidio della giovane coppia, hanno lanciato un’inchiesta. In questo clima, sono stati molti, anche tra i politici, a schierarsi affinché anche i minorenni possano essere incarcerati. Attualmente è in vigore in Brasile lo Statuto dell’Adolescente, che dispone che fino ai diciotto anni i colpevoli di reati penali siano rinchiusi in un istituto apposito e rimessi in libertà una volta maggiorenni.

Il governatore dello Stato di San Paolo, Geraldo Alckmin, ha criticato in particolare il fatto che la massima pena prevista adesso sia tre anni, anche per i recidivi. “La legge prevede che il minorenne ne esca con la fedina pulita – ha commentato - L’impunità non è certo educativa”. Reazioni a catena che hanno spinto la Camera dei Deputati a creare, il 26 novembre, una Commissione speciale per studiare le varie proposte. Sono già 138. Sono anche previste udienze pubbliche per raccogliere le opinioni delle associazioni per la difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

Il presidente Lula si è schierato per il no. Ha definito la proposta una soluzione semplice a un problema molto complesso. Dello stesso parere è la Conferenza Episcopale del Paese. Il cardinale Macella ha annunciato che la Chiesa cattolica si mobiliterà, affinché non venga modificato lo Statuo dell’Adolescente. “E’ in gioco la gioventù – ha affermato - Non serve pensare solo alla pena senza discutere forme di prevenzione della violenza. Comprendiamo il dolore del padre della giovane vittima, ma proporre adesso un plebiscito sarebbe inopportuno. Il coinvolgimento e la passione della società davanti a crimini così ripugnanti è comprensibilmente accecante”.

 Anche specialisti di diverse aree - dal colonnello della polizia militare, Joao Vicente, professore di psicologia sociale all’Università di San Paolo al commissario per i Diritti Umani dell’Ordine degli avvocati del Brasile, Ariel de Castro Alves - si dicono contrari, considerandola una non-soluzione e puntando invece l’attenzione sulla necessità di prevenzione.

Stella Spinelli
 
Categoria: Bambini
Luogo: Brasile