26/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nonostante il cessate il fuoco siglato a novembre, le violenze continuano

Migliaia di persone lasciano il sud del Darfur per sfuggire alle violenze e cercano protezione nei campi profughi del nord.

L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni unite (Ocha) ha riferito che i combattimenti a Muhajeria e Shearia, tra l'esercito governativo sudanese e i ribelli del movimento Giustizia ed uguaglianza (Jem), costringono alla fuga 15,000 persone verso il campo di Zam Zam, a nord. Secondo l'Ocha, gli sfollati arrivano ogni giorno al campo e le forniture d'acqua iniziano a scarseggiare. Il governo del Paese lanciò, sei anni fa, una controffensiva verso le milizie ribelli. La guerra del Darfur è stata definita un genocidio da alcuni critici internazionali. L'Onu stima che ci siano state almeno 300,000 vittime a causa dei violenti combattimenti, per le malattie e per malnutrizione. Altre 2,7 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa dei combattimenti tra ribelli, truppe governative e le milizie islamiche ‘Janjaweed'. I combattimenti continuano nella regione nonostante governo locale e Jem abbiano recentemente siglato un ‘accordo di buona volontà e costruzione di fiducia reciproca', con la mediazione Onu. I peacekeeper dell'Unione Africana e della missione Onu-Unamid, costruiranno un nuovo centro di polizia vicino a Zam Zam nelle prossime due settimana. Le violenze in Darfur scoppiarono nel 2003 quando i ribelli iniziariono la rivolta contro il governo sudanese. Lo scorso anno il Presidente sudanese, Omar al-Bashir è stato giudicato responsabile di genocidio dalla Corte penale internazionale per aver lanciato la campagna di violenze nel Paese. Al-Bashir ha accettato un immediato e incondizionato cessate il fuoco a novembre, ma i ribelli Jem non furono inclusi negli accordi.

 

Categoria: Guerra, Profughi
Luogo: Sudan