26/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La situazione è tornata sotto controllo nella capitale, ma nel resto del paese i paramilitari hanno imbracciato le armi. Atteso per oggi discorso del premier

Non si è placata la rivolta dei fucilieri che si sono ammutinati a causa dei salari da fame che percepiscono. Almeno 50 sarebbero gli ufficiali rimasti uccisi nella sparatoria avvenuta a Decca: un centinaio di paramilitari avrebbe aperto il fuoco contro i loro superiori dopo che si sono visti negare, per l'ennesima volta, un aumento di stipendio. Solo dopo lunghe trattative e l'assicurazione da parte del premier Sheik Hasina che sarebbe stata proclamata l'amnistia, i fucilieri hanno posato le armi e liberato un centinaio di ostaggi che erano stati sequestrati nella giornata di ieri. Se nella capitale la situazione è andata normalizzandosi, in altre città come Feni, Teknaf, Satkania, Sylhet, Dinajpur e Naogaon, è precipitata. Anche qui i "Fucilieri del Bangladesh", addetti al controllo delle frontiere, hanno imbracciato le armi. Al momento non si hanno notizie di feriti o vittime. Oggi è atteso un discorso del premier alla nazione.

Luogo: Bangladesh