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Amnesty International ha chiesto oggi alle autorità guatemalteche di fare di più perché le migliaia di vittime della guerra civili ricevano giustizia.
A dieci anni dalla pubblicazione del rapporto “Guatemala: Memoria del silenzio” , elaborato dalla Commissione per il chiarimento storico (Comisión para el Esclarecimiento Histórico, CEH) nessun ufficiale di alto grado o autorità civile è stato condannato per i crimini commessi durante i 36 anni di conflitto e, secondo quanto denunciato dall’organizzazione internazionale per il rispetto dei diritti umani, le poche inchieste avviate sono state lente e inadeguate. “Le autorità guatemalteche hanno il dovere legale e morale di assicurare che le violenze commesse durante il conflitto civile, alcune delle quali costituiscono crimini contro l’umanità, vengano perseguite e i responsabili portati davanti alla giustizia” ha detto Kerrie Howard, a capo del gruppo americano. Più di duecentomila persone, per la maggior parte civili, sono morti o spariti tra il 1960 e il 1996. Il rapporto del 1999 denunciava 669 massacri, per la maggior parte condotti nei villaggi indigeni da parte dell’esercito guatelmateco e dei gruppi militari collegati, e innumerevoli violazioni di diritti umani.