23/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Durante l'invasione Usa il museo è stato saccheggiato e molti dei reperti venduti sul mercato internazionale

"Faremo il massimo sforzo per fare del museo nazionale iracheno uno dei principali musei internazionali", ha dichiarato oggi il premier iracheno Nouri al-Maliki, durante la cerimonia d'inaugurazione per la riapertura del museo.

Durante l'invasione della coalizione a guida Usa, sei anni fa, circa quindicimila reperti archeologici erano stati razziati, sotto lo sguardo indifferente delle truppe Usa. Il saccheggio del museo di Baghdad si è svolto tra l'8 e il 12 aprile 2003. In un primo momento, a essere portati via sono stati oggetti quali computer, scrivanie, lampade. Solo in un secondo momento il museo fu depredato dei reperti archeologici, documentazione delle culture che fiorirono in Mesopotamia dall'epoca preistorica fino ai secoli della dominazione araba. Sumeri, accadi, babilonesi, assiri, caldei, seleucidi, parti, sasanidi, abbasidi, sono solo alcuni dei popoli la cui cultura era rappresentata nel museo nazionale iracheno. Le prime leggi atte a impedire l'esportazione dei reperti archeologici emersi negli scavi iracheni risalgono agli anni Venti del Novecento. In soli quattro giorni, nel 2003, le truppe Usa, lasciando che le persone entrassero a depredare il museo, hanno permesso che si compisse un salto indietro nel tempo di quasi cento anni, violentando la ricchezza culturale del territorio invaso. Stando a quanto affermato dall'Ansa, i pezzi più preziosi del museo erano stati messi in salvo nei nascondigli sotterranei. Eppure, l'Unesco dichiara che a mancare all'appello sono circa 7mila oggetti, fra cui una cinquantina di immenso valore storico e culturale e che sono entrati nel circuito commerciale di Usa, Europa e mondo arabo. Il 16 aprile 2003, in seguito alle reazioni di sdegno e orrore dell'opinione pubblica internazionale alla vista delle immagini del museo depredato, le truppe statunitensi ricevevano l'ordine di intervenire per proteggere il museo, ma ormai era già troppo tardi. "Vorrei ringraziare i Paesi che hanno sostenuto l'Iraq, sia ricostruendo il museo che collaborando al ritrovamento dei pezzi sottratti", ha dichiarato inoltre al-Maliki.

Categoria: Guerra, Risorse, Storia
Luogo: Iraq