23/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Le armi usate per compiere crimini di guerra nella Striscia di Gaza provenivano soprattutto dagli Stati Uniti

Amnesty International ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di imporre un embargo alla vendita di armi a israeliani e palestinesi.

In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty denuncia il fatto che le armi usate da entrambe le parti per portare attacchi contro la popolazione civile provenivano da altri paesi. Per questo , l’organizzazione internazionale che lavora per il rispetto dei diritti umani ha chiesto di congelare tutti i contratti di vendita sia ad Israele che ad Hamas. Entrambe le parti poi sono state accusate di crimini di guerra contro la popolazione civile: Tel Aviv per aver usato il fosforo bianco in zone densamente abitata; Hamas per aver lanciato missili in territorio israeliano. Durante la presentazione del rapporto, Donatella Rovera, a capo della commissione d’inchiesta di Amnesty, ha esplicitamente accusato Washington per aver fornito il fosforo bianco ad Israele. “Le forze israeliane hanno usato il fosforo bianco e altre armi fornite dagli Stati Uniti per portare avanti serie violazioni della legge umanitaria internazionale, compresi crimini di guerra. I loro attacchi hanno portato alla morte di centinaia di bambini e di civili, alla massiccia distruzione di case e infrastrutture”, ha dichiarato. Frammenti d’artiglieria e di colpi di mortaio, ha proseguito, sono stati ritrovati nei giardini delle scuole e negli ospedali. “Allo stesso tempo, Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi introdotti nella Striscia di Gaza o costruiti con pezzi d’artiglieria che arrivavano da fuori”.

Categoria: Diritti, Guerra, Armi
Luogo: Israele - Palestina
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