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Human Rights Watch (Hrw), organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, ha pubblicato oggi un rapporto sulla situazione nel nord dello Sri Lanka, teatro di violenti combattimenti tra esercito governativo e ribelli Tamil.
I dati forniti da Hrw, che sono stati redatti in seguito all'invio in loco di una missione durata due settimane, sono a dir poco sconfortanti. James Ross, direttore legale di Hrw ha affermato: "La guerra ai civili deve avere fine immediatamente. Le forze dello Sri Lanka stanno bombardando anche gli ospedali e le cosiddette zone di sicurezza".
Le persone che, sperando in condizioni di vita migliori, sono riuscite a scappare dalla zona di conflitto e a raggiungere le aree controllate dal governo, vengono introdotte in centri di internamento presentati come "villaggi welfare", situati nei pressi della città di Vavuniya e altre località. Nel rapporto di Hrw si legge che, agli sfollati internati in questi campi, è negata ogni libertà e possibilità di movimento. Inoltre, Hrw riporta che un numero sempre più elevato di persone viene arbitrariamente arrestato dalle forze governative con l'accusa di far parte della milizia ribelle e sottoposto a trattamenti degradanti.
Hrw muove gravi accuse anche ai ribelli dell'Ltte. Violando le norme del diritto internazionale, le Tigri Tamil avrebbero negato ai civili di fuggire dalle zone dei combattimenti, sparando ripetutamente contro coloro che tentavano di raggiungere le aree controllate dalle forze governative, e costringendo adulti e bambini ai lavori forzati sul campo di battaglia. Secondo quanto affermato da Ross, "in seguito a ogni perdita subita, le Tigri Tamil sembrano trattare sempre peggio i civili".
Il numero di civili tamil uccisi da militari governativi e dai ribelli, solo nel mese scorso, si aggirerebbe intorno alle duemila persone.