18/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Le Ong italiane, però, hanno fatto sapere di essere intenzionate a restare

L'ambasciata italiana a Kabul ha invitato le Ong impegnate su territorio afgano a lasciare il Paese, a causa del peggioramento delle condizioni di sicurezza.

Le Ong italiane, però, hanno affermato di essere intenzionate a rimanere in Afghanistan, e hanno inoltre chiesto al governo un chiarimento sul decreto di proroga delle missioni all'estero, attualmente in discussione al Senato.
Il generale Fabio Mini ha definito tale deterioramento delle condizioni di sicurezza "il risultato di un approccio politico-militare impostato sullo scontro di tutti contro tutti, sulla guerra infinita e quindi sulla non-vittoria".
Nino Sergi, segretario generale dell'organizzazione umanitaria Intersos, spiega: "Nove decimi delle risorse sono state impiegate per l'azione militare, peraltro senza risultati tangibili, mentre solo un decimo per l'azione di ricostruzione e di sviluppo. Eppure ci si ostina a dire, in modo sfacciato, che i militari sono in Afghanistan 'per ricostruire'. E' invece a tutti evidente che se non si cambia la strategia finora adottata, non saranno solo i talebani a cacciare gli stranieri, ma tutto il popolo afgano".
Oggi, a Herat, provincia dell'Afganistan occidentale, è arrivato a sorpresa il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini.

Categoria: Guerra, Armi
Luogo: Afghanistan