18/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il diario di viaggio del nostro inviato

dal nostro inviato

 

 

Un caos infernale. Solo così si può descrivere Ciudad del Este, cittadina di frontiera con Brasile e Argentina a circa 350 chilometri a est di Asuncion. Siamo nel pieno della famosa Tripla Frontera, conosciuta al mondo perché crocevia dei più schifosi affari del pianeta.

Questa è una città totalmente dedicata al commercio: apre alle 6 del mattino e chiude alle 16. Solo alle 16.01 si svuota completamente assumendo il volto di paesone normale. Incredibilmente, però da quest'ora fino alla mattina seguente si vedono per le strade solo cambiavaluta e mototaxi che effettuano il trasporto fino a Foz de Iguacu, in Brasile, collegato al Paraguay da un ponte, il Ponte de la Amistad. Ciudad del Este è un porto franco e proprio per questo i prezzi di computers, videocamere, macchine fotografiche digitali, telefoni cellulari, abbigliamento e cd musicali, sono molto più bassi rispetto a tutto il resto del Paese e del continente.


In questa località arrivano turisti da tutto il Sudamerica. Intere famiglie cariche di borsoni contenenti i più disparati oggetti tecnologici sgomitano lungo la strada per aprirsi varchi. C'è talmente tanta gente e tanto traffico che i taxi nel centro città non possono passare, tantomeno sarebbe pensabile sostare. Ma Ciudad del Este è anche il paradiso del falso. Qui tutto (praticamente) è falso: abbigliamento, calzature delle più prestigiose marche, cd musicali e dvd.

Quasi nessuno dei commercianti della città dichiara al fisco i suoi proventi: in questo modo molti "importanti personaggi" si sono arricchiti in modo esagerato. E si sono costruiti ville da sogno con parchi enormi e guardie private armate fino ai denti.
In questa località arriva dalla Scozia un'infinità quantità di whiskey. Si ferma qualche giorno, giusto il tempo per falsificare i documenti di viaggio o qualche fattura, e poi via verso il brasile. In Paraguay si dice che ogni bambino nasce con in mano 3 litri di questo forte liquore. E non è difficile vedere lungo il ponte dell'Amistad contrabbandieri gettare dal ponte stesso enormi pacchi destinati a piccole imbarcazioni ferme nel fiume sottostante: un modo come un altro per far passare tanta merce che alla dogana brasiliana avrebbe un enorme costo d'ingresso. E poliziotti che vedono tutto cosa dicono? Non dicono nulla, assolutamente nulla. Anche questa complicità fra delinquenti e autorità, rende Ciudad del Este il paradiso del contrabbando.

 

Alessandro Grandi