17/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La regione serba vota uno statuto di ampia autonomia. Tensione a Belgrado

Il fantasma delle secessione torna ad aggirarsi per la Serbia. L'indipendenza del Kosovo, dichiarata unilateralmente il 17 febbraio dello scorso anno, è una ferita ancora aperta nella classe politica e nella società serbe. A un anno esatto di distanza da quella che è stata vissuta come una violenza, il parlamento regionale della Vojvodina ha votato un nuovo statuto che amplia l'autonomia da Belgrado.

Autonomia estesa. La Vojvodina è la regione settentrionale della Serbia, abitata da circa due milioni di persone. Più o meno metà della popolazione è serba, mentre l'altra metà è un insieme di etnie differenti, tra le quali prevale quella ungherese. Ai tempi della Jugoslavia unita, nella Costituzione, veniva sancita una forte autonomia per la Vojvodina, confermata anche in tutti i passaggi successivi al collasso del Paese. Per la Vojvodina sono previsti un parlamento e e un governo locale, ma i partiti politici spingono per una maggiore autonomia. Nello statuto approvato nei giorni scorsi, che adesso andrà all'esame del Parlamento di Belgrado, vengono previsti maggiori poteri legislativi, indipendenza finanziaria e addirittura la possibilità per il governo regionale di stipulare accordi internazionali e accreditare missioni diplomatiche all'estero. Un po' troppo forse, almeno viste le reazioni del mondo politico di Belgrado.

parlamento di belgradoOpposizione di Belgrado. Lo spettro di un nuovo Kosovo preoccupa tutti, ma c'è una grande differenza rispetto alla ex provincia a maggioranza albanese. Le tendenze autonomiste della Vojvodina sono saldamente ancorate a fattori economici. Per certi versi, i movimenti autonomisti della regione sono affini alle rivendicazioni della Lega Nord, senza la matrice xenofoba. La maggior parte della produzione serba è concentrata in Vojvodina e, spesso, i suoi abitanti si sentono 'derubati' da Belgrado. Il rischio secessione, quindi, è molto relativo. Non a caso il presidente serbo, l'europeista Tadic, si è detto pronto a sostenere la richiesta di autonomia della Vojvodina, mentre l'opposizione è pronta alla battaglia parlamentare per bloccare lo statuto. Un fronte eterogeneo, che unisce i nazionalisi moderati dell'ex primo ministro Vojslav Kostunica ai nazionalisti radicali del partito Sps, fino al sinodo della chiesa greco - ortodossa. Adesso la palla passa al parlamento di Belgrado, dove la battaglia si annuncia dura.

Christian Elia

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