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Miguel, il piccolo giornalista del Barrio del Potosì. “Mi chiamo Miguel
Quiňόnez Marías. Ho dodici anni e studio nella scuola Riva Esmeraldas,
nel settimo grado. Vivo nel Potosí. Tutti i giorni mia zia mi prepara i
manghi in pacchetti da vendere nel bus. Ogni pacchetto costa 25
centesimi. A volte, invece, vendo la pipa, cioè il cocco fresco di cui
si può bere l’acqua”.
E a Miguel non manca lo spirito di iniziativa. Ha infatti accettato con
entusiasmo di fare il corrispondente dall’Ecuador per Claudia
Corsolini, una volontaria dell’ Ovci che dopo quattro mesi di servizio
è appena tornata in Italia.
“Mi piace giocare a calcio – racconta Miguel -. Mi piace anche fare i
compiti e dare una mano in casa. Ogni sera spazzo, riordino e poi vado
a dormire”.
Lungo il fiume del Barrio del Potosí, negli ultimi anni, sono nate
molte case di canna, tirate su da famiglie numerose che campano con
poco. Claudia racconta come la padrona della pompa di benzina si
lamenti: “Prima scendeva a fare il bagno, ma adesso non può più –
spiega Claudia - Questa gente è costretta ad arrangiarsi scadendo
spesso in attività non proprio legali. Il borseggio è quasi normale.
Quando qualcuno arriva alla scala c’è sempre chi è pronto a
investigare e a informare chi sta sotto, per evitare di incappare in
poliziotti o in qualche avversario appartenente ad altre pandillas
”.