16/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono giorni di tensione e scontri
HaitiDal 5 dicembre scorso scontri fra oppositori al Presidente Aristide e suoi sostenitori stanno sconvolgendo il paese. La popolazione che manifesta dice di non voler assolutamente arrivare ad un nuovo week end con Aristide ancora a capo della nazione. Dall’altra parte i fedelissimi del presidente dicono che non si deve arrivare alla privatizzazione delle industrie statali per non favorire lo sfruttamento delle risorse da parte delle multinazionali straniere.

Ci racconta tutto il nostro collaboratore, che abita ad Haiti e ne conosce bene la situazione sociale. Lo chiameremo Natale, per non comprometterlo. Secondo Natale la situazione e’ davvero al limite: ” Le pressioni rivolte dagli Stati Uniti al governo di Port au Prince negli ultimi mesi hanno subito un’ impennata, – racconta - gli interessi delle grandi multinazionali si stanno spostando inevitabilmente in quelle zone dove il guadagno si fa sempre più facile. Haiti, da sempre molto instabile a livello istituzionale, è un paese ad alto rischio di sfruttamento”. “Di sicuro c’è che il Presidente Aristide non è uno stinco di santo – continua - pare che sia connivente con il traffico di sostanze stupefacenti.

Ma secondo me non è così malvagio. Se ci sono stati dei miglioramenti a livello infrastrutturale i meriti sono suoi, ha saputo utilizzare per il meglio gli aiuti provenienti dall’estero”. Gli aiuti che riceve Haiti, dice Natale, sono soprattutto quelli di Taiwan. Haiti, è bene ricordarlo è uno dei pochissimi paesi al mondo che sta appoggiando Taiwan nel tentativo di avere un seggio all’ interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). “Taiwan ha già fatto degli ottimi lavori a Port au Prince, ad esempio ha costruito la nuova strada che dall’aeroporto arriva direttamente in centro città. Per quanto riguarda gli aiuti che dovrebbero arrivare dal Fondo Monetario Internazionale sono bloccati.

Gli Stati Uniti, che sono il maggiore contribuente del FMI, li hanno fermati, perché la politica di Aristide, in questo momento, non li favorisce, e come se fosse un caso stanno iniziando i primi fermeti sociali. Secondo me siamo a rischio di colpo di Stato.”

 
Alessandro Grandi

 
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Haiti