16/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



La guerriglia islamica torna a colpire fuori dalla Cecenia
Guerriglieri ceceniI guerriglieri separatisti ceceni hanno compiuto un’incursione nella vicina repubblica del Dagestan, la più massiccia dall’invasione dell’agosto 1999 che fornì a Mosca il pretesto per scatenare la seconda guerra in Cecenia.

Nelle prime ore della mattina di lunedì, 15 dicembre, un gruppo di circa sessanta guerriglieri pesantemente armati sono entrati nel villaggio di Shaury, che si trova lontano dal confine ceceno ma vicinissimo a quello georgiano. Secondo le autorità russe provenivano dalla Gola del Pankisi, in Gerogia, dove la resistenza cecena ha stabilito alcune basi.

Dopo aver occupato il piccolo ospedale del villaggio, i miliziani si sono scontrati con un drappello di nove guardie di frontiera russe accorse sul luogo. Nel combattimento tutti i militari russi sono stati uccisi e l’ufficiale che li comandava sarebbe stato decapitato. I ceceni hanno quindi preso in ostaggio alcuni abitanti del villaggio e, dopo essersi divisi in piccoli gruppi, sono scappati sulle montagne in direzione del confine ceceno.

Soldati russi L’esercito russo ha inviato sul posto un contingente di trecento uomini delle forze speciali, gli Omon, che si sono lanciati all’inseguimento dei guerriglieri. L’operazione, interrotta durante la notte, è ripresa stamattina con l’impiego di elicotteri, poiché la neve che in questo periodo ricopre le alte vette della regione rende difficile l’impiego di mezzi terresti.

Oggi la guerriglia cecena ha affermato che non si trattava di separatisti ceceni ma dei loro alleati locali, la “Brigata dei Mujaheddin del Dagestan”, e che nell’operazione sarebbero stati uccisi non nove ma almeno undici “occupanti russi”, intendendo i militari russi delle guardie di frontiera.

Intanto in Cecenia la guerra prosegue con il suo corollario di atrocità.
Si è saputo solo ieri che domenica 7 dicembre l’esercito russo, in rappresaglia ad un violento attacco subito nel distretto meridionale di Itum-Kala, ha attaccato un vicino villaggio uccidendo civili e dando alle fiamme tutte le abitazioni. Oggi Dzumsoi, questo il nome del piccolo centro abitato, non esiste più.

Secondo le testimonianze raccolte dal Consiglio delle Ong cecene, i militari russi, che poco prima avevano subito un’imboscata separatista costata la vita a 45 soldati, hanno organizzato una spedizione punitiva nel primo villaggio in cui si sono imbattuti. Hanno circondato il villaggio, ordinando alla popolazione di andarsene, poi sono entrati di casa in casa, uccidendo i civili che non avevano fatto a tempo a scappare, almeno tre, e dando alle fiamme ogni singola abitazione. Prima di andarsene hanno sterminato a colpi di mitra tutto il bestiame del villaggio.

Enrico Piovesana

 
Categoria: Guerra
Luogo: Daghestan