12/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Prima puntata del diario del nostro inviato in Paraguay e Bolivia

dal nostro inviato

 

"Cuidate, cuidate aqui en Asuncion" vi sentirete dire non appena varcherete la soglia dell'aeroporto della capitale del Paraguay. "Stai attento!".

E' successo anche a me. Epifanio, l'ultra settantenne taxista che mi accompagna in hotel aspettava forse la mia domanda: "Come si vive in Paraguay?". La risposta è pronta, veloce e esauriente. "C'è un livello molto alto di delinquenza. Prima quando c'era Stroessner ( il sanguinoso dittatore che ha governato dal 1954 al 1989) reati non se ne commettevano. Adesso bisogna aver paura di camminare per le strade. Soprattutto la sera e la notte. Fatti sempre accompagnare da un tassista. Se vuoi ecco il mio cellulare così mi chiami e ti vengo a prendere ovunque tu sia".La gentilezza di Epifanio non è gratuita. Il paese è molto povero e ognuno si arrangia come può, anche facendo il tassista 24 ore su 24. Diverso il pensiero di Mabel, giornalista di una delle più vendute riviste del paese, Diario Popular. "Oggi c'è un clima differente. E' vero che c'è molta delinquenza ma è anche vero che il nostro è un paese povero che ha vissuto praticamente tutto il secolo scorso rincorrendo la libertà. Una dittatura come quella che abbiamo vissuto noi è difficile da dimenticare. Questo per il Paraguay è un periodo di transizione: per la prima volta abbiamo un presidente che non ruba e che non affama il suo popolo e che proprio per questo ha una popolarità pari al 70 percento. Stiamo lavorando per diventare grandi".

Ma quello che più colpisce mentre si percorrono le ciotolate strade di Asuncion sono le guardie private: una a ogni angolo di strada. Stanno lì ferme immobili per ore e ore, armate fino ai denti, sotto un sole molto forte a controllare che tutto vada per il verso giusto e che le bande di delinquenti non entrino nei barrios, nei quaertieri di loro competenza. Unica loro compagnia, eccetto i colibrì (ce ne sono migliaia dappertutto) una bottiglia di acqua, spesso gelata, oppure un buon mate da sorseggiare in tutta tranquillità. Al momento l'unica cosa da cui mi devo riguardare sono le zanzare assetate di sangue. Per il resto questo è un paese tutto da scoprire. Una nazione dalla natura ancora vergine che con i suoi colori ti lascia a bocca aperta. Un paese che esce da una dittatura che lo ha devastato in ogni suo aspetto. Un paese poco conosciuto che quotidianamente fa un passo avanti verso l'integrazione regionale e mondiale.

 

Alessandro Grandi

 


 

 

Luogo: Paraguay