11/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



In questi giorni il parlamento kenyano sta discutendo la proposta di istituire un tribunale speciale per le violenze di un anno fa

Un membro del parlamento keniano ha accusato il governo di estorsione e corruzione dei legislatori per portarli a votare in favore dell'istituzione di un tribunale speciale, volto a giudicare le persone accusate delle violenze verificatesi nel Paese in seguito al voto.

L'onorevole Gitobu Imanyara si è opposto all'istituzione di tale tribunale, sostenendo di non credere più nel sistema giudiziario nazionale. Durante gli scontri che si sono verificati subito dopo che era stato reso noto l'esito delle elezioni del dicembre 2007, almeno 1500 persone sono rimaste uccise, mentre più di 300mila cittadini keniani hanno abbandonato le proprie abitazioni. Una commissione d'inchiesta, capeggiata dal giudice Philip Waki, ha richiesto all'establishment politico di processare il prima possibile le persone sospettate di aver fomentato le violenze del dicembre 2007. Se i procedimenti giudiziari non avranno inizio in Kenya entro il 1 marzo 2009, la lista delle persone sospettate verrà passata alla Corte Penale Internazionale, che provvederà a processare gli accusati. Gitobu Imanyara, membro del partito Chama Cha Umma, coalizzato con il Partito di Unità Nazionale del presidente Mwai Kibaki, è solo uno dei sempre più numerosi parlamentari che stanno votando contro l'istituzione del tribunale speciale keniano, sostenendo l'inattendibilità del governo in carica. "Questa è la prima volta che ci si pone innanzi una reale opportunità per imporre una severa battuta d'arresto alla cultura dell'impunità", ha dichiarato Imanyara ai microfoni della Bbc.

Categoria: Diritti, Armi
Luogo: Kenya