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Roberto è un uomo triste. Non ha più lavoro. Ha lavorato anni come
operaio in una ditta di Montevideo che ha chiuso. Ormai è disoccupato
da mesi. Ha una compagna, Sara, e quattro bambini. La casa dove vivono
è umile, priva di tante cose essenziali. Da tempo cerca lavoro e
ogni sera torna a mani vuote. Non è facile per lui, come per migliaia
di altri in Uruguay. “La storia di Roberto è una parabola della storia
del nostro Paese”, racconta Marta Ambrosini. E' di origine
italiana nata e cresciuta là, dove ancora oggi vive con la sua
famiglia. “Sai, Roberto lo vedo ogni mattina. E' un amico, un vicino di
casa. E la sua storia si riflette su ognuno di noi - poi aggiunge
- Non ha neppure finito la scuola e in questa tragica crisi
economica per quelli come lui è ancora più duro”, spiega con malinconia
e rabbia. L’Uruguay, che negli anni Cinquanta era considerato la
Svizzera dell’America Latina, da circa cinque anni sta vivendo una
crisi socio-economica talmente forte che alcuni economisti la
considerano la più profonda della sua storia.