10/12/2003
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L’operazione "Valanga" fa ancora strage di piccoli innocenti
L’operazione "Valanga", lanciata nel fine settimana dalle forze armate
statunitensi contro la resistenza taliban nelle province orientali
dell’Afghanistan, si sta trasformando in una carneficina di bambini.
Dopo i nove uccisi sabato durante un raid aereo sul villaggio di
Hutala, nella provincia di Ghazni (vedi "Afghanistan, pagano i bambini"
), altri sei piccoli cadaveri sono stati trovati sotto le macerie di un
palazzo bombardato dai caccia Usa nei pressi della città di Gardez,
nella vicina provincia di Paktia.
Il bombardamento, il cui obiettivo era il mullah Jilani, un comandante
taliban che però tanto per cambiare non si trovava lì, risale alla
notte di venerdì scorso, 5 dicembre. Solo stamane però il colonnello
Bryan Hilferty, portavoce del contingente Usa in Afghanistan, ha reso
noto che i soldati hanno trovato i corpi dei sei bambini, assieme a
quelli di altri due civili adulti, sabato mattina durante la
perlustrazione sul luogo del bombardamento, nel distretto di Sayed
Karim, 35 chilometri a sud-est di Gardez.
L’azione di venerdì notte è stata condotta dagli statunitensi in
rappresaglia a un attacco subito in zona subito prima. "Venerdì sera le
nostre truppe – ha detto il colonnello Hilferty – erano state prese di
mira da un fitto fuoco di mitragliatori mentre perlustravano il
quartiere alla ricerca del mullah Jilani. Non avevamo nessun elemento
per pensare che nell’edificio da cui provenivano gli spari si
trovassero anche dei civili, quindi la reazione è scattata
immediatamente con un attacco terrestre e aereo contro il palazzo. Nove
militanti anti-coalizione sono stati catturati".
La zona in cui è successo questo ennesimo incidente è la roccaforte di
Pacha Khan Zadran, detto “il nonno di ferro”: questo ottantasettenne è
il più potente signore della guerra dell’Afghanistan sud-orientale.
Nonostante le sue origini pashtun non è mai stato un alleato dei
taliban, ma forse oggi le cose sono cambiate. In Afghanistan le
alleanze mutano molto facilmente. Un giornale pachistano ha riferito
lunedì che Zadran era stato fermato lo scorso mese dai militari
pachistani mentre si recava nelle aree tribali, roccaforte di retrovia
della resistenza taliban.
Nel fine settimana il comando militare statunitense ha dato il via
nell’Afghanistan orientale all’offensiva militare più massiccia dalla
fine della guerra del 2001. L’operazione "Avalanche" (valanga) impiega
duemila soldati ed è volta a eliminare la resistenza dei taliban prima
dell’arrivo dell’inverno, quando non sarà più possibile effettuare
operazioni militari su vasta scala a causa del mal tempo e della neve.
Finora però le vittime di questa nuova fase della guerra non sono stati
i taliban, sempre scampati agli attacchi, ma solo bambini innocenti,
quindici in due soli giorni. Queste azioni esasperano l’ostilità e il
risentimento della popolazione civile nei confronti delle forze di
occupazione Usa in una regione in cui l’influenza dei taliban e dei
loro alleati, i miliziani integralisti di Gulbuddin Hekmatyar, è già
molto forte.
Enrico Piovesana