21/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I giovani di Kabul impazziti per un programma Tv che trasmette musica pop occidentale

Ragazzi afgani davanti alla TvOgni sera intorno alle sette le strade di Kabul si svuotano di giovani. Corrono tutti a casa, dagli amici, nei bar, nei negozi di elettrodomestici od ovunque si trovi un televisore acceso per non perdersi nemmeno un minuto della trasmissione più seguita dai giovani kabulini. Alle 19:30, dopo l’edizione serale del telegiornale, la televisione privata Tolo Tv manda in onda “Hop”: un programma musicale ricalcato sul format della nostrana Mtv, che per un’ora trasmette videoclip delle pop star occidentali, da Madonna a Jennifer Lopez a Ricky Martin, e di quelle indiane, iraniane e turche. Tra un video e l’altro, tre giovani conduttori si alternano commentando le canzoni e dando notizie sui cantanti e i loro ultimi album.

“Un programma blasfemo”. Come prevedibile, il fenomenale successo di “Hop” sta sollevano forti polemiche e aspre critiche da parte degli ambienti clericali più conservatori e tradizionalisti. Il più avvelenato è ovviamente l’ottantenne presidente della Corte Suprema, Fazl Hadi Shinwari, divenuto ormai il portabandiera dei censori del costume della società afgana. “Questo programma corromperà la nostra società e la nostra cultura e, cosa più grave di tutte, distrarrà la nostra gente dall’Islam, finendo per distruggere il nostro paese. In questo modo il nostro popolo scimmiotterà un’altra cultura facendosi ridere dietro da tutto il mondo”, ha dichiarato Shinwari ai microfoni di Radio Free Europe-Radio Liberty.

Fazl Hadi Shinwari La crociata di Shinwari. Per questo vecchio conservatore la crociata contro “Hop” è solo l’ultima battaglia di una guerra da lui intrapresa un anno fa, quando tuonò contro il ritorno in televisione delle cantanti donne, provocando un gran dibattito, ma nessun provvedimento concreto. Allora il ministro della Cultura Sayed Makhdoom Raheen si schierò contro di lui in nome della modernità. Cosa che non accadde invece lo scorso novembre durante l’ultimo Ramadan, quando Shinwari tornò alla carica proprio contro Tolo Tv, colpevole di aver mandato in onda alcuni film indiani di Bollywood, altri classici cinematografici americani e dei video musicali occidentali. Il ministro Raheen questa volta non volle rischiare di perdere il posto nel nuovo esecutivo di Karzai, e così finì che le trasmissioni di Tolo Tv furono interrotte fino alla fine del mese sacro.

La sfida dell’imprenditore Mohseni. A fine novembre, il proprietario dell’emittente privata, l’imprenditore afgano Saad Mohseni (che molto deve ai finanziamenti del governo Usa), è tornato in onda inserendo “Hop” nel palinsesto serale e alzando così il livello della sfida, incurante delle critiche e sicuro che il pubblico afgano, soprattutto quello più giovane, avrebbe apprezzato. “Non possono essere i politici, i religiosi e gli intellettuali a decidere se gli afgani sono pronti o no per programmi del genere: è la reazione del pubblico stesso che ce lo dice”, ha dichiarato Mohseni in relazione alle critiche del procuratore Shinwari. E, a giudicare dal successo, sembra che gli afgani siano pronti e come.


Il logo di Tolo Tv Le voci dei giovani. “Chi disprezza questi programmi è una persona di mentalità chiusa”, dice Wahidullah, un giovane che non si perde una puntata di “Hop”.
Shaker Issar, ventidue anni, è invece uno dei tre presentatori del programma. E’ tornato da poco dal Pakistan, dove si rifugiò con la famiglia all’età di tredici anni, quando i talebani presero il potere a Kabul. Per lui “Hop” ha addirittura un valore di promozione culturale nazionale. “Mostrando le pop star straniere noi incentiviamo i nostri cantanti locali a diventare famosi come loro”.
La sua coetanea Shaima Rezayee è l’unica ragazza del trio di presentatori. Sotto i talebani portava il burqa, oggi porta il velo ma veste all’occidentale. “Quando la gente mi riconosce per strada ci sono molti che mi insultano, ma molti di più sono quelli che mi incoraggiano”.
A maggio, Tolo Tv dovrebbe iniziare a trasmettere anche fuori Kabul, in provincia. Secondo alcuni, verrà spenta molto prima. 

Enrico Piovesana

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