09/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre gli Usa lanciano l’operazione “Valanga”, grande offensiva anti-taliban

Tombe di HutalaI loro vestiti insanguinati, le loro scarpette impolverate e i loro piccoli cappelli tondi sono stati deposti sui cumuli di terra che coprono le tombe dei nove bambini afgani uccisi sabato mattina, 6 dicembre, durante un bombardamento americano. Erano tutti seduti sotto uno dei pochi alberi del villaggio di Hutala, nella provincia meridionale di Ghazni. Due aerei A-10 Thunderbolt sono arrivati e li hanno mitragliati con una pioggia di proiettili esplosivi larghi tre centimetri, quelli inventati per perforare le corazze blindate dei carri armati.

I top gun americani pensavano di sparare contro un conciliabolo di miliziani taliban. Il loro obiettivo era un comandante traliban di secondo piano, il mullah Wazir. Ma la sua abitazione, dicono con rabbia gli abitanti del villaggio, non è stata sfiorata dal raid, e poi tutti sapevano che lui se ne era andato via da là almeno dieci giorni prima.

Aerei Il colonnello Bryan Hilferty, portavoce delle forze Usa in Afghanistan, si è scusato per il tragico errore, ma ha affermato che non è detto che l’obiettivo sia stato mancato. Nel raid infatti è rimasto ucciso anche un ragazzo di 25 anni: secondo i militari americani, che ora stanno analizzando il Dna del cadavere, potrebbe essere proprio il mullah. Ma gli abitanti di Hutala non hanno dubbi: quello era solo un ragazzo di nome Abdul Hamid. Era appena tornato dall’Iran dov’era fuggito durante la guerra.

Quelle tombe oggi sono state sorvolate a bassa quota da uno stormo di grandi elicotteri americani che trasportavano nella vicina provincia di Khost centinaia di soldati del 501esimo reggimento paracadutisti. Soldati impiegati non in un’operazione qualsiasi, ma nella prima missione di combattimento della più grande offensiva anti-taliban sferrata dagli americani dalla fine della guerra del 2001. Si chiama operazione “Valanga” e Operazione valangaimpiega duemila soldati sulle montagne nelle province afgane sud-orientali al confine col Pakistan. “Scopo di questa offensiva – spiega il colonnello Hilferty – è distruggere le roccaforti della resistenza taliban prima che arrivi l’inverno e con esso l’impossibilità di combattere”.

C’è molta preoccupazione in questi giorni per l’intensificarsi di attacchi e attentati da parte dei taliban. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha lanciato un’allarme sul progressivo deterioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan alla vigilia della Loya Jirga, la tradizionale riunione dei capi locali che a partire da sabato 13 dicembre dovrà discutere e approvare la nuova costituzione afgana (vedi "Tutti contro tutti" ). La Cia ha segnalato la concreta possibilità che i taliban del mullah Omar, assieme alle milizie integraliste del suon alleato Gulbuddin Hekmatyar, stiano preparando azioni contro questa assemblea che, almeno nei programmi di Washington, dovrebbe sancire la normalizzazione e la pacificazione democratica dell’Afghanistan. Purtroppo la situazione nel Paese sembra andare nella situazione opposta. Le nove tombe dei bambini di Hutala sono lì a dimostrarlo.

 

Enrico Piovesana


 

Categoria: Bambini, Guerra
Luogo: Afghanistan