stampa
invia
scritto per noi da
Milena Nebbia
Al di là del risultato uscito delle urne, forse il maggiore vincitore delle ultime elezioni municipali e legislative in Salvador, è stato il paese, sono stati i cittadini.
Un piccolo passo in quel difficile processo di democratizzazione di un paese che, dopo la fine della guerra civile, nel 1992, ha conosciuto diciassette anni di governo della destra militarista del partito Arena (ancora al potere con il Presidente Saca, almeno fino a metà marzo quando ci saranno le presidenziali), sembra essere stato compiuto. Ci riferiamo alla mancanza di frodi evidenti e di violenza durante il giorno del voto, nonché ad una buona partecipazione elettorale (in particolare nell'area di Custaclan, dove si è sperimentato il progetto pilota del voto residenziale). La principale critica che era stata mossa dagli osservatori internazionali durante le passate elezioni, era in particolare la disastrosa situazione del Registro Elettorale che risultava pieno di defunti, i cui documenti di identità erano nelle mani dei dirigenti di Arena, che li utilizzavano in ogni elezione per far votare gli stranieri (Il FMLN aveva denunciato l'entrata nel paese di camion e autobus pieni di honduregni, nicaraguensi e guatemaltechi) dei paesi limitrofi o per raddoppiare i voti dei loro attivisti. Anche il Tribunale Supremo Elettorale, creato proprio per monitorare le elezioni e garantire serietà e trasparenza nel voto, aveva dimostrato incompetenza e faziosità. Ma anche se non si può parlare di violazioni manifeste, molte sono state le irregolarità riscontrate nei seggi (vigilanti che facevano propaganda all'interno del seggio, presenza di militari armati, cabine elettorali che non garantivano la privacy, tavoli elettorali che si spostavano a seconda dei raggi solari, scarsa accessibilità al seggio per i disabili...). E, purtroppo, alla prova dei fatti, ancora una volta, proprio il TSE non si è dimostrato all'altezza del compito, nonostante le tante dichiarazioni di rinnovamento e di ristrutturazione in vista delle elezioni. Il TSE ha mancato ancora in logistica e tecnologia.
Va però celebrato, si diceva, in primo luogo il senso civico degli elettori e la serietà riscontrata in molti seggi elettorali da parte del presidente e dei segretari di seggio. La massiccia presenza degli osservatori (oltre duemila), sia interni che esterni (OEA, Unione Europea, Ong...), la vigilanza dei rappresentanti di lista dei partiti, hanno sicuramente contribuito alla trasparenza. I risultati hanno presentato indubbiamente alcune sorprese. Alla domanda qual è stato tra i partiti il vincitore, si deve dare una risposta multipla. La vittoria va letta secondo diversi parametri: aspettative, vittoria strategica, risultati assoluti e tendenza dimostrata, specialmente quando siamo a poco più di quattro settimane dalle elezioni presidenziali. Arena ha ottenuto il suo maggiore successo nell'aver guadagnato la città di San Salvador e anche in questo caso i votanti hanno avuto la meglio sui sondaggi che solo una settimana prima davano Violeta Menjivar, il sindaco uscente del Fruente, avanti di quindici punti. La vittoria di Norman Quijano, il sessantaduenne odontoiatra di Arena, dà quindi nuovo brio e ossigeno, molto necessari, ad un partito demoralizzato e per molta parte rassegnato alla sconfitta nelle presidenziali. Da parte sua, il Fruente ha prevalso nel numero dei deputati, ma di poco (35 a 32) e non con gli ampi margini che anche la stampa aveva previsto. Questo naturalmente giocherà a favore di Arena che potrà ora, nelle Presidenziali, giocarsi la partita fino in fondo, senza sconfitte annunciate.
Naturalmente la dirigenza di Arena dovrà rivedere e ricalibrare la propria campagna elettorale alla luce di quanto accaduto, restando fermo che si trova davanti un candidato forte, un voto duro e monolitico e uno di protesta che verranno sicuramente raccolti dal Fruente. L'FMLN è riuscito a mantenere la guida della maggior parte delle municipalità del paese e a guadagnare alcuni bastioni di ARENA come Izalco, o strategici come La Union. Altra vittoria importante è stata il guadagno di alcuni deputati, sebbene sia un numero inferiore rispetto a quanto previsto. Però indubbiamente la maggiore vittoria del Fruente è stata l'aver guadagnato il maggior numero di voti assoluti per i deputati nel territorio, sebbene di poco superiore all'ultima volta, superando Arena, la qual cosa è sempre una buona spinta in vista delle Presidenziali. Il Fruente non deve correggere più di tanto il tiro in vista del voto di marzo poiché Mauricio Funes sta facendo una buona campagna elettorale. Arena, come si è detto, dovrà invece rivedere la sua approfittando del morale risollevato e valutare i fattori che hanno pregiudicato e quelli che potranno volgere a suo favore. Nell'immediato, comunque, riguardo alla composizione del Parlamento, le due maggiori forze politiche dovranno necessariamente collaborare per poter raggiungere la maggioranza qualificata (56 voti), in grado di prendere decisioni nell'ambito legislativo, mentre per raggiungere la maggioranza semplice (43 voti) sarà importante tenere presente cosa farà il PDC che è la terza forza del partitica del paese. Ora l'attenzione è volta verso le Presidenziali del 15 marzo.
Anche in questo caso, con molto anticipo, hanno iniziato a circolare i sondaggi e le previsioni rispetto a quanto potrà succedere. Ma le elezioni domenica hanno dimostrato che il risultato che uscirà dalle urne non è per niente scontato. Il voto del 18 gennaio, infatti, ha dimostrato che l'elettorato salvadoreño è molto meno emotivo di quanto non si credesse. E sa prendere decisioni più pragmatiche che ideologiche. Vedremo anche le reazioni dei partiti Da ambo le parti, comunque, non è il caso di lasciarsi andare a facili trionfalismi o catastrofismi. I giochi sono più che mai aperti.
Luogo: Salvador