03/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



A due giorni dalle elezioni russe, esplosione su un treno vicino al confine ceceno

Strage sul trenoAlmeno 36 morti e 150 feriti, di cui 12 in gravissime condizioni. E’ il bilancio dell’attentato suicida avvenuto stamattina, alle 7,42 ora di Mosca, a bordo di un treno locale pieno di lavoratori e studenti pendolari che viaggiava tra Mineralniye Vody e Kislovodsk, nel sud della Russia, a poca distanza dal confine ceceno. Lo scoppio ha completamente sventrato il secondo vagone del convoglio.

Sembra che l'ordigno fosse legato alle gambe dell'attentatore, morto nell'esplosione. Secondo gli investigatori dei servizi segreti russi, l'Fsb, l'uomo sarebbe stato aiutato da tre donne, due delle quali sono saltate dal treno subito dopo lo scoppio. La loro sorte non è chiara. La dinamica dei fatti è ancora molto confusa. 
Su una cosa le autorità russe non hanno dubbi: si tratta di un attentato messo a segno dai separatisti ceceni.
Secondo il ministro dell’Interno russo, Borin Gryzlov, i responsabili della strage "sono degli "animali e saranno catturati e puniti come meritano. Gli bruceremo la terra sotto i piedi. Non riusciranno mai a mettersi in salvo". 

Tra due giorni in Russia si terranno le elezioni parlamentari e, secondo il premier russo, Vladimir Putin, questo attentato ha il chiaro scopo di “destabilizzare” il Paese in vista delle elezioni legislative di domenica. Questo atto andrebbe letto come un messaggio “elettorale” del separatismo ceceno contro la guerra che il Cremlino sta conducendo nella provincia secessionista da ormai nove anni. Una guerra che dal 1994 ha causato, secondo stime non ufficiali, 200 mila morti, in maggioranza tra la popolazione civile, e mezzo milione di profughi. Di fronte al rifiuto di Mosca di instaurare qualsiasi trattativa con i “terroristi”, la guerriglia indipendentista guidata dall’ex presidente ceceno Aslan Maskhadov, ha più volte minacciato negli ultimi mesi di esportare la guerra fuori dal Paese, direttamente in territorio russo.

Quello di oggi sarebbe il più grave atto di terrorismo contro un treno nella storia. Questa linea ferroviaria era già stata colpita da un attentato tre mesi fa. A settembre un’esplosione era avvenuta in prossimità di un convoglio ferroviario nei pressi di Pyatigorsk aveva causato sei morti e una trentina di feriti. Non sarebbe nemmeno la prima volta che la guerriglia cecena colpisce obiettivi in Russia ricorrendo alle donne. Erano donne molti dei membri del commando ceceno che, nell’ottobre 2002, ha occupato il teatro Dubrovka di Mosca, azione finita in strage dopo il blitz delle forze speciali russe. E donne erano anche le autrici dell’attentato che nel luglio 2003 fece strage di giovani russi durante un rock festival, sempre a Mosca.

Il fenomeno delle donne-kamikaze è la drammatica reazione alle violenze dei militari russi nei confronti della popolazione civile cecena. Dopo essere state rapite e violentate dai soldati di Mosca, cosa che avviene molto frequentemente, molte donne reagiscono votandosi al martirio per la causa dell’indipendenza cecena (vedi “Cecenia, stuprate e martiri” ). La stessa tragica scelta viene intrapresa dalle tante vedove che vogliono vendicare l’uccisione dei mariti: i russi le chiamano le “vedove nere”. Loro si definiscono shaheed, martiri.
(aggiornato alle ore 17 del 5 dicembre)

Enrico Piovesana


 

Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Russia