29/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'aumento più significativo del tasso di disoccupazione nell'Unione europea. In Asia orientale, invece, quello più basso

Scritto per noi da
Filippo Archi

La situazione. Il rapporto Global Employment Trends dell'International Labour Office (Ilo) mostra un peggioramento significativo della situazione occupazionale a livello mondiale nel 2008. La crisi finanziaria ha avuto grosse conseguenze sul mondo del lavoro ma il peggio, probabilmente, deve ancora venire. Nel 2009 sono previste infatti le conseguenze maggiori della recessione economica, ovvero probabilmente altri 18-30 milioni di disoccupati in base al tipo di interventi che i governi riusciranno a mettere in atto per arginare la crisi, con una punta di 50 milioni se questi interventi non saranno sufficientemente rapidi ed efficaci.

Le soluzioni. Le vie d'uscita da questa crisi, secondo il rapporto, passano attraverso politiche sociali di aiuto ai disoccupati come la riqualificazione del personale in esubero, la tutela delle pensioni dall'andamento negativo dei mercati finanziari, una maggiore copertura delle prestazioni di disoccupazione ed un sistema di assicurazione contro la disoccupazione in modo da mantenere adeguato il livello di consumo della società. Secondo il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia ciò che è più importante è che i governi adottino un approccio integrato, agendo contemporaneamente a livello economico, sociale ed ambientale. Nel prossimo futuro proprio il campo dell'ecosostenibilità potrebbe essere quello che genererà un gran numero di nuovi posti di lavoro. I parametri imposti dal protocollo di Kyoto così come il "pacchetto clima" della Comissione europea per diminuire le emissioni di CO2, potrebbero rivelarsi una grande opportunità di investimento piuttosto che un costo. I settori legati all'energia rinnovabile e all'efficienza energetica, secondo la Commissione europea, grazie alle misure contenute nel "pacchetto clima" a cui l'Italia si è fermamente opposta, contribuirebbero a creare dai 600mila ai 900mila nuovi posti di lavoro. L'Erec, l'associazione europea dei produttori di rinnovabili, ha reso noto in un recente rapporto che tale settore, che al momento impiega 200mila persone con un giro d'affari di 40 miliardi di euro, entro il 2020 arriverà a 2 milioni di posti di lavoro. L'amministrazione Obama ha pianificato di creare 5 milioni di posti di lavoro investendo 150 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni in questo settore. E' chiaro dunque che la sfida alla sostenibilità ambientale sarà al centro della vita politica, economica e sociale nel prossimo futuro. Ne ha bisogno l'ambiente, indubbiamente. Ne hanno bisogno i mercati finanziari che, per risollevarsi dalla crisi, devono trovare un mercato ancora "vergine" per gonfiare la prossima bolla speculativa. Ne ha bisogno, infine, la classe media mondiale che è duramente colpita dall'aumento della disoccupazione.

Le vittime. Se la recessione economica dovesse continuare, come previsto, per tutto il 2009, a farne le spese saranno la classe media, i giovani e i lavoratori poveri dei paesi in via di sviluppo. Con il perdurare della recessione economica aumenteranno ulteriormente i disoccupati, inoltre un numero sempre maggiore di essi avrà molte difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro e anche chi riuscirà a mantenere il suo posto vedrà diminuire la propria retribuzione. La classe media sarà inevitabilmente indebolita da queste condizioni così come lo saranno i giovani, sui quali aleggia lo spettro di lunghi periodi di basse retribuzioni, precarietà e disoccupazione. Condizioni forse peggiori le sperimenteranno i paesi in via di sviluppo nei quali il numero di lavoratori che guadagnano 2 dollari al giorno potrebbe aumentare fino a 1,4 miliardi, ovvero il 45% dei lavoratori del mondo. Per i paesi con economie deboli e scarse risorse finanziarie sarà più difficile uscire con i propri mezzi dalla crisi e contemporaneamente potranno fare meno affidamento sugli investimenti e sugli aiuti provenienti dai paesi sviluppati, i quali stanno dirottando le proprie risorse a sostegno delle economie interne.

Parole chiave: disoccupazione, economia, ambiente
Categoria: Economia