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Nove giorni di sciopero. Dopo il naufragio delle trattative con il governo di Atene, oggi sono proseguiti i blocchi sulle principali arterie stradali greche, che stanno paralizzando il Paese e rendono impossibile anche il transito alle frontiere con Bulgaria, Macedonia e Turchia.
Contadini in strada. Il governo della Bulgaria ha protestato per la chiusura dei valichi, minacciando di ricorrere all'Unione europea, ma i contadini bulgari hanno ventilato di unirsi alla protesta dei greci. Bloccate anche, per alcune ore, la strada che collega l'istmo di Corinto ad Atene e la superstrada che collega la capitale a Salonicco. Le proteste si sono estese anche all'isola di Creta e il traffico aereo sull'aeroporto di Atene ha accusato un rallentamento. I contadini e i lavoratori dell'indotto agricolo greco chiedono sussidi e compensazioni allo Stato per le perdite subite a causa della crisi dei prezzi nell'Ue. I settori più colpiti sono quelli della produzione, e vendita, di olio d'oliva, riso, cotone e cereali. Ieri il premier greco Costas Karamanlis, dopo che la Commissione che rappresenta gli agricoltori aveva rifiutato il pacchetto di incentivi di 500mila euro offerto dall'esecutivo ellenico, ha ammonito i manifestanti rispetto all'obbligo di rimuovere i blocchi e i pacchetti che impediscono il traffico.Il ministro dell'Agricoltura Sotiris Hatzigakis ha detto che ''la palla passa ad altri ministri'', lasciando intendere che sarà il ripristino dell'ordine pubblico a prendere il sopravvento sulle trattative.
Ordine e ribellione. Una mossa che, alla fine del 2008, dopo l'omicidio dello studente Alexis Grigoropulos da parte di un poliziotto, aveva scatenato una vera e propria guerriglia in tutto il Paese. Centinaia i feriti negli scontri tra dimostranti e forze dell'ordine, migliaia gli arresti. La tensione per gli incidenti di dicembre scorso non è ancora sopita. Pochi giorni fa, nello stesso quartiere dov'è avvenuto l'omicidio di Alexis, due poliziotti sono stati feriti in un agguato. Rivendicati da Lotta Rivoluzionaria, gruppo ritenuto terrorista dall'Ue. Il 24 gennaio scorso, scontri ad Atene e Patrasso tra studenti e polizia. I dimostranti chiedevano il rilascio dei manifestanti arrestati a dicembre. Il governo appare sempre più in difficoltà. Dopo tutto quello che è accaduto a dicembre, adesso si trova ad affrontare lo scontento dei contadini. Molti osservatori, a dicembre, si erano detti convinti che l'omicidio di Alexis Grigoropulos era stato l'episodio che aveva dato il via a uno scontento sociale sempre più forte in Grecia. Il premier Karamanlis aveva risposto con un rimpasto di governo e la promessa di riforme. La rabbia popolare, però, non si placa. Anche l'opposizione, dai comunisti ai socialisti del partito Pasok, pur condividendo gran parte delle rivendicazioni sociali, chiede manifestazioni pacifiche. Ma non sembra avere sotto controllo la situazione.
Alta tensione. Solo in Grecia? Lo sciopero dei contadini chiude un periodo difficile per la Grecia. Prima degli agricoltori era stato, come detto, il turno degli studenti. Sempre lo scorso anno, dopo l'estate, erano stati i detenuti a iniziare un lungo e duro sciopero della fame. Denunciavano condizioni inumane di detenzione e la violazione dei loro diritti. Uno degli scioperanti è morto durante la protesta, in circostanze ancora poco chiare. A metà del 2008 erano stati gli autotrasportatori a paralizzare il Paese, sostenuti dai marittimi e dai ferrovieri. Chiedevano sgravi fiscali rispetto all'aumento del costo della benzina, come avevano fatto i pescatori pochi mesi prima. Un malessere sociale che ha caratteristiche specifiche e storie differenti, ma che rende l'immagine di un Paese in difficoltà. ''La gente è esasperata. Se non fosse stata la morte di un adolescente, la miccia sarebbe stata un'altra. Ma la bomba sociale sarebbe comunque scoppiata'', aveva detto il grande scrittore greco Nikos Themelis, in un'intervista all'Osservatorio sui Balcani. Forse un anticipo di una situazione che, presto, potrebbero toccare altri paesi dell'Unione, che al momento godono di maggiori strumenti per far fronte alla crisi economica e civile che attraversa l'Europa.
Christian Elia
Parole chiave: grecia, alexis grigoropulos, sciopero contadini greci