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Nel 64° anniversario della liberazione dei prigionieri di Auschwitz il governo polacco chiede aiuto per poter riconsegnare al ricordo di tutti un pezzo drammatico della storia. La cifra che servirebbe per la ristrutturazione del campo di concentramento ammonta a 100 milioni di euro.
Strutture a rischio. Il maggior monumento alla memoria storica nel mondo ha sopravvissuto a fatica a sette decenni di intemperie. Di cio' che era Auschwitz-Birkenau oggi rimangono in piedi poche centinaia di strutture, e di queste molte stanno crollando o marcendo. A differenza di Auschwitz I, il primo settore del campo che ospitava gli 'alloggi', Birkenau, o Auschwitz II, fu costruito nel 1941 esclusivamente come campo di sterminio. E' il campo nel quale entrava la tradotta carica di ebrei, zingari, omosessuali, che venivano divisi in base all'eta', alle condizioni di salute e all'arbitrio dei carnefici. Presto o tardi, quasi tutti finivano nei forni crematori. I condannati a morte vivevano in baracche di legno, due terzi delle quali sono ormai fatiscenti, e per questo sono state chiuse al pubblico. Dal 2006, le fragili rovine delle camere a gas, distrutte dai nazisti prima che il campo venisse abbandonato nel 1945, sono stati cordonati perche' a rischio di crollo.
Aiuti internazionali. Ad Auschwitz I il lavoro di conservazione e' gia' iniziato in una vecchia struttura, il blocco di registrazione dei detenuti. Qui e' stato creato il laboratorio per la conservazione del campo, un progetto finanziato da un filantropo statunitense, Ronald s. Lauder, che ha elargito 3 milioni di dollari per conservare, restaurare o archiviare documenti e oggetti risalenti a 70 anni fa. "A causa degli elevati costi di manutenzione l'aiuto internazionale e' l'unica strada per riuscire a conservare cio' che resta": e' l'allarme lanciato dal responsabile del Consiglio di Auschwitz, Wladyslaw Bartoszewski in una intervista al quotidiano polacco "Rzeczpospolita". Attualmente gli aiuti stranieri ammontano annualmente a circa 290mila dollari, secondo gli esperti molto meno del necessario per la sopravvivenza della struttura del campo di concentramento nazista, i cui costi in realta' sono in gran parte (4,6 milioni di dollari) a carico dello Stato polacco. Altri stati contribuenti sono la Germania, il Belgio, l'Austria, la Svezia.
Eredità culturale. Mentre il campo cade a pezzi, aumentano i visitatori. Nel 2008, sono stati 1,3 milioni a visitarlo. Ma non si paga l'ingresso, e i proventi derivanti dai tour guidati, dai libri venduti e dalle tariffe per il parcheggio non rappresentano che un'esigua percentuale delle entrate. Nonostante Auschwitz sia inserito nei siti patrimonio dell'umanita' dall'Unesco fin dal 1979, e' solo negli anni '90 che ha avuo inizio l'assistenza finanziaria straniera. Nel 1947 il parlamento polacco approvo' una legge che stabiliva di preservare Auschwitz per sempre. Ciononostante, il governo polacco oggi non considera - a ragione - il campo come sua esclusiva responsabilita'. "L'Olocausto e' diventato una parte integrale di cio' che oggi chiamiamo l'eredita' culturale della civilta' europea" - ha spiegato il ministro della Cultura -. Ogni nazione ha un dovere inalienabile di conservare questi luoghi".
Luca Galassi