26/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Ue rimuove i Mujahedin del Popolo iraniani dalla lista dei gruppi terroristici

La decisione era attesa da giorni, ma oggi è arrivata la conferma ufficiale. L'organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano sono stati cancellati dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea.

massoud rajavi, leader dei mujahedin del PopoloRiabilitati i Mujahedin del Popolo. La decisione è stata presa ieri durante la riunione, a Bruxelles, dei ministri degli Esteri dei paesi membri dell'Ue, per il Consiglio degli Affari generali e delle relazioni esterne. Un accordo era già stato raggiunto dagli ambasciatori dei membri presso l'Ue, in applicazione di una sentenza della Corte di Giustizia europea, che aveva ritenuto illegittimo l'inserimento dei Mujahedin del Popolo nella lista nera dell'Ue in quanto all'organizzazione non era stata data occasione di difendersi. Era stata la Gran Bretagna, nel 2002, a chiedere il provvedimento. Da quel giorno era iniziata una dura battaglia legale, in quanto i Mujahedin del Popolo avevano presentato ricorso contro la misura e contro i sequestri di beni che ne erano conseguiti. I Mujahedin del Popolo, o Esercito di Liberazione Nazionale dell'Iran, sono un'organizzazione fondata, in Iran, nel 1965. Nata in ambienti universitari di Teheran, si proponeva di rovesciare la monarchia dello scià di Persia. Dopo la Rivoluzione Islamica, però, sono diventati oppositori del regime degli ayatollah. Gode di una fitta rete di militanti in Europa, ma si è guadagnato una forte ostilità in patria (negata dall'organizzazione) a causa dell'appoggio dato a Saddam Hussein nel corso del conflitto Iran - Iraq degli anni Ottanta.

alcuni attivisti dei mujahedin si diedero fuoco quando l'organizzazione venne inserita nella lista neraGioia incontenibile. ''Sono in macchina, sto andando a Bruxelles per la grande manifestazione dei nostri sostenitori'', risponde entusiasta al telefono Davood Karimi, presidente dell'Associazione Rifugiati Politici Iraniani e membro dei Mujahedin. ''Siamo molto molto soddisfatti. E' stata una battaglia dura, che è durata quasi sette anni, sofferta, che è costata la vita ad alcuni di noi e tanta sofferenza al popolo iraniano. Dolore e sangue...ma alla fine la giustizia ha vinto. La giustizia ha trionfato sull'interesse economico e politico''. Secondo voi gli stati membri non si sono limitati all'applicazione di una sentenza della Corte? Date alla decisione di oggi anche una valenza politica? ''Le quattro sentenze della Corte di Giustizia hanno dato ragione al popolo iraniano, non solo a noi Mujahedin. Non esisteva alcuna base legale per considerare il nostro un movimento terrorista Ci hanno inserito solo per motivi politici ed economici, una sorta di regalo dell'Europa ai mullah. Con la decisione di oggi è riconosciuta la legittimità della resistenza del nostro gruppo''. Ma quanto se ne parla in Iran? ''Il governo, da tre gironi, organizza manifestazioni contro l'Ue e la sua decisione. Dieci minuti fa ho parlato con alcuni parenti che mi raccontavano di come, però, la gente comune festeggi la notizia''. Festeggiano anche i vostri militanti che, da decenni, si trovano in Iraq, nel campo di Ashraf, dai tempi della guerra contro l'Iran. Anche se adesso i rapporti con Baghdad non sono più idilliaci. ''Il governo iracheno è nelle mani degli sciiti. E loro ci boicottano, per i loro legami con Teheran. Il contrasto con il governo iracheno mette in difficoltà anche gli Usa, che non ci hanno ancora cancellato dalla loro di lista nera. Ci auguriamo che gli Stati Uniti facciano, al più presto, quest'atto dovuto''.

vignetta satirica di un giornale araboIndifferenza, guardando a Washington. ''Per capire fino in fondo la reazione del governo bisogna aspettare il telegiornale delle 21, che in qualche modo da la linea generale della stampa'', commenta Nardana Talachian, giornalista iraniana da Teheran. ''Una presa di posizione del governo arriverà in serata, o domani. Certo le milizie dei basiji (i 'guardiani della rivoluzione') protestano davanti alle ambasciate Ue, ma non credo che la posizione del governo sarà più dura del necessario. L'agenzia stampa Fars, e quindi il governo, tratta la vicenda con distacco. C'è in ballo il dossier nucleare, molto più importante di questa vicenda. La partnership commerciale con l'Ue è strategica, i Mujahedin no. E poi fino a quando Washington li tiene nella lista nera va bene. Anzi, ha ribadito questa scelta proprio nei giorni scorsi. In Iran sono in molti a essere convinti che con Obama s'inaugura una nuova stagione nei rapporti tra Iran e Usa. Se questo accade, il governo iraniano avrà sempre meno bisogno dell'Ue. Secondo un generale dello Stato maggiore iraniano, intervistato nei giorni dell'insediamento del nuovo presidente Usa, Ahmadinejad e Obama si stringeranno presto la mano''. Ma i Mujahedin di quanto appoggio reale possono godere in patria? ''Praticamente nessuno, visto quello che hanno fatto in passato. Gli attentati, prima e dopo la rivoluzione, oppure la collaborazione con il regime di Saddam durante la guerra, non li rende affatto popolari in Iran'', risponde Nardana. ''Hanno anche un canale tv satellitare, che non è per niente seguito, al contrario di altri canali dell'opposizione in esilio, tipo quello della comunità iraniana di Los Angeles o il canale Bbc in persiano''. Secondo te l'Ue ha commesso un passo falso? ''Più che un passo falso dimostra di non capire gli iraniani. I Mujahedin, come dicevo, non godono di grande stima tra la popolazione e questa misura è l'ennesimo episodio della politica ambigua dell'Europa verso l'Iran. Ma se le cose con Washington vanno bene, non avremo più bisogno di voi''.

Christian Elia

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