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L'ultima roccaforte della guerriglia separatista tamil, la città costiera di Mullaitivu, è caduta questa mattina. Dopo settimane di assedio da parte della 59esima divisione dell'esercito singalese, la notte scorsa le truppe della 593esima brigata, comandata dal colonnello Jayantha Gunarathne, hanno lanciato un attacco a sorpresa attraverso la laguna di Nanthikandal, travolgendo le linee delle Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte). Dopo una breve ma inutile resistenza, le truppe governative sono sciamate in città e centinaia di guerriglieri sono fuggiti a nord, nella giungla.
Fonseka: "La vittoria è vicina". "L'Ltte è ora in controllo solo di una piccola striscia di terra (circa 300 chilometri quadrati, ndr) e sono completamente circondati", ha dichiarato questa mattina alla televisione il comandante delle forze armate, generale Sarath Fonseka, invitando la popolazione singalese a festeggiare "con dignità" esponendo la bandiera nazionale . "Abbiamo fatto il 95 percento del lavoro: la sconfitta definitiva del terrorismo è vicina!".
La città-guarnigione militare costiera di Mullaitivu era stata conquistata dall'Ltte nel 1996, diventando la principale base militare della guerriglia. Kilinochchi - riconquistata dall'esercito i primi di gennaio - era invece il centro politico e amministrativo dei separatisti.
I civili erano già fuggiti. L'Ltte per ora non ha commentato l'annuncio della caduta di Mullaitivu.
Poiché il governo vieta alla stampa internazionale l'accesso al fronte, non è possibile verificare le notizie ufficiali e la reale situazione sul campo. La popolazione civile della città era già stata evacuata per tempo, andando a ingrossare le fila dei 250 mila sfollati accampati nella cosiddetta 'zona di sicurezza', a nordovest della città. Un'area di 32 chilometri quadrati che, nonostante le garanzie del governo, è costantemente sotto il fuoco dell'artiglieria dell'esercito.
Ancora bombe sugli sfollati. Questa mattina, stando a quanto riferisce il sito filo-separatista TamilNet, è stato nuovamente bombardato l'ospedale da campo di Udaiyaarkaddu, dove già sabato erano morti sotto le bombe 12 civili.
Sabato altri 22 civili sono rimasti uccisi dai colpi dell'artiglieria governativa, caduti sugli accampamenti degli sfollati (video) e anche sul centro di distribuzione degli aiuti alimentari dell'Onu di Chuthanthirapuram, l'unico della zona.
Negli ultimi dieci giorni i bombardamenti hanno ucciso almeno 123 civili, tra cui mote donne e bambini.
Enrico Piovesana