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Folla in piazza a La Paz, per la vittoria dei "sì" nel referendum per l'approvazione della "Carta Magna", la nuova Costituzione di 411 articoli che per la prima volta tenta di rendere giustizia al 63 percento della popolazione nazionale, costituita da oltre 30 gruppi di popolazioni autoctone. Oltre due milioni di boliviani, sui 4 chiamati al voto, secondo gli exit poll avrebbero deciso a favore della Costituzione 'indigenista' proposta dal capo dello Stato Evo Morales. Oltre il 55 percento avrebbe infatti votato sì per il testo, elaborato per 'rifondare' la nazione. La nuova Carta fondamentale contempla infatti alla costruzione di uno Stato "unitario sociale di diritto plurinazionale, libero, indipendente", che dia ascolto "alle richieste di tutti i movimenti sociali sull'educazione, la salute e la casa". Ampi spazi sono concessi alle comunità aymarà, quechua e alle altre etnie del Paese. Le operazioni di voto si sono svolte senza incidenti, secondo quanto hanno confermato numerosi osservatori internazionali dell'Ue, dell'Organizzazione degli stati americani e di altri organismi. Il sì ha prevalso nelle regioni andine, mantre si è invece orientata per il 'no' la cosidetta zona della 'mezza luna' (Santa Cruz, Beni, Tarija, Pando), composta dalle regioni autonomiste e anti-Morales, che confermano come il Paese continui a essere polarizzato in due regioni.