25/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nuovi interrogativi sulla sorte dell'ex-capo ribelle del Cndp

scritto per noi da
Matteo Fagotto

 

 

A pochi giorni dal suo arresto, la caduta dell'ex-generale e leader ribelle congolese Laurent Nkunda fa ancora discutere. Al momento sotto la custodia delle autorità ruandesi, il capo del Consiglio Nazionale per la Difesa del Popolo (la formazione negli ultimi mesi ha messo a ferro e fuoco l'est del Congo, causando 250.000 sfollati e un numero imprecisato di vittime) sarebbe stato tradito dai suoi stessi alleati, secondo quanto riferito alle agenzie di stampa da un portavoce rimastogli fedele, Bertrand Bisimwa. Ma la cattura dell'uomo forte del Kivu avrà ripercussioni sul conflitto congolese?

Laurent NkundaLa caduta di Nkunda fa ancora più scalpore pensando che, solo un mese fa, l'ex-generale era ancora il padrone incontrastato del Kivu. Dopo aver sconfitto l'esercito conquistando buona parte della regione, Nkunda aveva accettato il cessate-il-fuoco mediato dall'Onu, sedendosi al tavolo delle trattative con le autorità di Kinshasa. Ma è stata proprio la disponibilità di Nkunda a trattare con il governo a dare la stura a una serie di conflitti interni al suo movimento rimasti fino ad allora latenti. Il capo di stato maggiore, il "dissidente" Jean Bosco Ntaganda, ha trovato il coraggio di ribellarsi, portando con sé più della metà degli effettivi del Cndp e siglando immediatamente la pace con l'esercito.

Una mossa che ha fatto mancare la terra sotto i piedi a Nkunda, ulteriormente indebolito dalla nuova unità di intenti trovata dai governi di Congo e Ruanda nel combattere i ribelli Hutu nel Kivu. Fino a pochi mesi fa usato da Kigali per fare pressione sul vicino congolese, di colpo Nkunda si è trovato a essere un ostacolo ai disegni dei due governi. Le facili vittorie di Nkunda negli ultimi mesi l'avevano trasformato in un soggetto troppo ingombrante per la politica di Kigali, più preoccupata di disarmare i ribelli Hutu delle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (eredi delle milizie responsabili del genocidio del 1994) che di assecondare la politica egemonica di Nkunda, ritenuto un pericoloso megalomane anche dai suoi alleati. In quest'ottica, la ribellione di Ntaganda potrebbe essere stata creata ad arte, o quantomeno favorita dai due governi per mettere in trappola Nkunda.

Jean Bosco NtagandaAl momento, sul fronte di guerra non si registrano grandi novità: secondo i portavoce dei due eserciti, nel fine settimana l'azione militare congiunta di Congo e Ruanda (aiutati dalle truppe di Ntaganda) contro le Fdlr avrebbe portato alla morte di nove ribelli, durante combattimenti smentiti però dal portavoce del gruppo. Nel Cndp, invece, i circa 2.000 uomini rimasti fedeli a Nkunda non si sono mossi, probabilmente perché in attesa di notizie più precise sulla sorte del loro leader. Che, sempre stando a quanto riferito da Bisimwa, sarebbe stato catturato mentre si stava recando a parlare con le autorità ruandesi, e non durante un tentativo di fuga, come inizialmente reso noto. Un elemento che aggiunge nuovi interrogativi sulla sorte dell'ex-uomo forte del Kivu.

Matteo Fagotto

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