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Un rapporto delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana accusa il Sudan di aver violato la legge internazionale, conducendo un attacco contro un campo profughi in Darfur.
L'incidente è accaduto il 25 agosto scorso, quando un gruppo di abitanti del campo profughi di Kalma, nel Sud del Darfur, si è opposto ad un'ispezione dei soldati governativi, che cercavano armi e droga dei ribelli. Di fronte all'opposizione i soldati hanno incominciato a sparare uccidendo quattordici uomini, dieci donne e nove bambini, e ferendo più di cento persone. Secondo quanto denunciato nel rapporto dell'Onu, "polizia e forze di sicurezza hanno fallito nell'impiegare misure di controllo della popolazione alternative e pacifiche, prima di ricorre all'uso della forza letale". "Non sembra che la popolazione potesse costituire un'imminente minaccia alla sicurezza dei soldati prima che questi aprissero il fuoco" prosegue il rapporto, che cita anche l'effettiva presenza di armi all'interno del campo. Le conclusioni del rapporto dell'Onu potrebbero aumentare la tensione nel Paese, dove, entrambe le parti coinvolte nel conflitto, stanno aspettando la decisione della Corte Penale internazionale sull'arresto del presidente sudanese Omar al-Bashir per crimini di guerra.