21/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Wilders è accusato di incitamento all'odio e alla discriminazione

Un tribunale olandese ha citato in giudizio Geert Wilders, membro del Parlamento nazionale appartenente al Partito della Libertà, per avere effettuato affermazioni di stampo anti-islamico.

La Corte ha fatto riferimento, in particolare, al parallelismo, contenuto in un video fatto circolare da Wilders su internet lo scorso anno, tra il Corano e il 'Mein Kampf' di Adolf Hitler. Il filmato terminava con la frase: "Stop all'islamizzazione. Difendiamo la nostra libertà". L'anno prima Wilders, in un articolo pubblicato sul quotidiano 'De Volkskrant' aveva definito il Corano un "libro fascista". L'onorevole ha giudicato la decisione della corte come "un attacco alla libertà di espressione", aggiungendo che: "Partecipare ai dibattiti pubblici è divenuta un'attività pericolosa. Se dici la tua opinione, rischi di finire davanti a un tribunale". La Corte ha citato in giudizio Wilders per "aver incitato all'odio e alla discriminazione, sulla base di commenti da lui espressi sui musulmani e sulla loro religione". L'avvocato Gerard Spong, che ha avuto un ruolo attivo nel promuovere l'avvio di un procedimento giudiziario nei confronti di Wilders, ha commentato così la decisone del tribunale: "Questo è un giorno di gioia per tutti i seguaci dell'Islam che non vogliono essere gettati nel cumulo di immondizia del nazismo". Wilders vive sotto scorta della polizia da quando, nel 2004, è stato assassinato il regista Theo Van Gogh.

Categoria: Politica, Religione
Luogo: Olanda